Storie di Musica, Franco Califano e la vera storia di “Impronte digitali”

Storie di Musica

Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio

Benvenuti a Storie di musica, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale. Oggi parliamo di “Impronte digitali” di Franco Califano.

Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.

Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.

Franco Califano e la vera storia di “Impronte digitali”

E se il mondo intero ti voltasse le spalle, chi ti resterebbe accanto? Per Franco Califano resta la musica. Il Califfo viene arrestato. Da icona a colpevole in poche ore. Accuse pesanti: camorra, droga. La pubblica opinione e i giornali lo condannano ancora prima dei giudici. Gli prendono le impronte, come si fa con un colpevole.

Il carcere, poi gli arresti domiciliari. Primavalle. La sua villa diventa una prigione dorata. Non può uscire. Franco è solo. Non può entrare neanche in uno studio di registrazione. E qui succede una cosa che cambia tutto: è lo studio che arriva da lui. 

Uno studio mobile si ferma accanto alla villa e i cavi entrano in casa. La sua voce esce da quelle stanze e arriva dritta ai microfoni, fino al furgone parcheggiato fuori. È così che nasce “Impronte digitali“. Il Califfo lo racconta così: mi hanno preso le impronte come a un colpevole, io lascio la mia impronta vera, la musica.

Nel 1986 arriva l’assoluzione: piena, totale. Anni dopo Giovanni Melluso, uno dei suoi accusatori, ammette di aver mentito. Ma la sua verità, Franco Califano l’aveva già gridata. Dentro un disco, registrato da una prigione.

Scritto da Caravaggio
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