Storie di Musica, l’addio raccontato e cantato da Dolly Parton
Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio
Benvenuti a “Storie di musica“, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale. Oggi parliamo di Dolly Parton.
Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.
Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.
Storie di Musica, l’addio raccontato e cantato da Dolly Parton
Puoi amare qualcuno e scegliere comunque di andartene: Dolly Parton lo scrive in una canzone.
È il 1974. Dolly lavora da sette anni con Porter Wagoner, l’uomo che l’ha resa famosa. Gli deve molto. Ma quel legame la soffoca più di quanto la sostenga. Lei vuole camminare da sola. Lui non vuole lasciarla andare.
Dolly Parton non trova le parole giuste. Allora fa la cosa che sa fare meglio al mondo: scrive “I Will Always Love You“. La canta seduta davanti a Porter che, in lacrime, accetta di lasciarla andare, chiedendo solo di produrre il disco.
Anni dopo, arriva l’occasione della vita. Elvis Presley vuole incidere quel brano e il suo manager chiede metà dei diritti editoriali. Dolly sogna di sentirlo cantato dal re del rock, ma rifiuta. Quella canzone resta sua.
E qui succede una cosa che cambia tutto. Quasi vent’anni dopo, Whitney Houston la interpreta per “The Bodyguard” e la trasforma in un inno mondiale. Ma il seme è già nella scelta di Dolly.
“Ti amerò sempre” non significa “resterò per sempre”. Significa: ti porto con me, ma devo andare. Un addio adulto che non cancella l’amore.