Storie di Musica, Layne Staley sapeva già
Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio
Benvenuti a “Storie di musica“, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale. Oggi parliamo di Layne Staley.
Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.
Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.
Storie di Musica, Layne Staley sapeva già
Seattle aveva appena perso uno dei suoi figli quando il grunge stava per esplodere nel mondo. Andrew Wood è il frontman dei Mother Love Bone, carismatico, amato da tutta la scena. Nel 1990, a soli ventiquattro anni, il suo cuore si ferma, dopo l’ennesima ricaduta nella droga.
Il regista Cameron Crowe chiama Jerry Cantrell, chitarrista degli Alice in Chains. Gli serve una canzone per “Singles“, il film manifesto che farà conoscere Seattle al mondo. Cantrell pensa subito ad Andrew Wood. Incide una demo, da solo, nella sua stanza. Poi la porta alla band. Ed è qui che succede una cosa che cambia tutto.
Il basso apre il brano con un giro sexy ed etereo. È Layne Staley, frontman degli Alice, a spingere Cantrell a cantare le strofe: “nessuno può farlo meglio di te che l’hai scritta”. Le due voci si intrecciano in un duetto malinconico.
Sugli incisi, la voce di Layne rende tutto più tragico. La sua storia di dipendenza trasuda da ogni parola, dando alla canzone un peso che fa quasi male. È così che nasce “Would?”. Ascoltandola oggi, quella voce sembra quasi aver saputo già come sarebbe andata a finire.