Storie di Musica, l’incredibile carpe diem dei Doors

Storie di Musica

Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio

Benvenuti a Storie di musica, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale. Oggi parliamo dei Doors.

Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.

Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.

Storie di Musica, l’incredibile carpe diem dei Doors

Una delle copertine più iconiche del rock nasce da un “carpe diem” incredibile. I Doors arrivano da un periodo difficile. Dopo il sound orchestrale di “The Soft Parade“, cercano per la copertina del loro quarto album un suono più sporco, più vero, più blues.
Anche la copertina non può essere da meno. Ray Manzarek nota un vecchio hotel decadente a Los Angeles. Sull’insegna, un nome che sembra scritto apposta per loro: Morrison Hotel.

Il celebre fotografo “Henry Diltz” porta la band lì per lo scatto. Il gestore rifiuta: “questo luogo non è un set fotografico!”.
E qui succede una cosa che cambia tutto. Il gestore si allontana per un istante. Diltz coglie l’attimo: fa correre la band dentro. Si piazzano dietro il vetro della reception. Jim Morrison finisce al centro, senza che nessuno l’abbia deciso. Un rullino, pochi secondi, ed è fatta.

Quella foto convince perché è imperfetta: rubata, sporca, vera. Racconta i Doors che tornano alle radici meglio di ogni set costruito. Sul retro dell’Lp, un’altra immagine che passerà alla storia, un bar chiamato Hard Rock Café. Dicono che quel nome ispiri la catena che conosciamo. Forse è solo una leggenda. Ma è bella da credere. Spesso il rock non nasce dalla perfezione ma da un’intuizione, quando si sceglie di far saltare in aria tutte le regole.

Scritto da Caravaggio
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