Storie di Musica: Metallica, la ballad che ha cambiato tutto

Storie di Musica

Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio

Benvenuti a Storie di musica, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale. Oggi parliamo di “Nothing Else Matters” dei Metallica.

Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.

Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.

Metallica, la ballad che ha cambiato tutto

Ma è vero che i metallari scrivono le migliori canzoni d’amore?

James Hetfield la scrive per sé, lontano dalla band, durante una telefonata con la sua ragazza.
Chitarra in mano, cornetta tra spalla e orecchio, e quelle prime note che diventeranno leggenda.

All’inizio non vuole nemmeno farla ascoltare agli altri. Ma Lars Ulrich sente quelle note. Pretende di ascoltarla. Intuisce che mostrare quella vulnerabilità era qualcosa che i Metallica non avevano ancora mai fatto!

Nasce così “Nothing Else Matters”, la crepa perfetta nell’armatura, la prima vera apertura emotiva di una band che fino ad allora aveva parlato solo con la furia dei propri riff.

Quella ballata diventerà il cuore pulsante di un album storico, il famigerato “Black Album”. Un disco prodotto da Bob Rock, lo stesso che aveva portato al successo i Mötley Crüe, il quale si avvarrà di tecniche innovative per la registrazione di questo disco metal rivoluzionario. Microfoni ambientali, layering orchestrale, suoni levigati e potenti.

Il risultato? Il metal entra finalmente nel mainstream. Se oggi ci sembra normale sentire l’intimità dentro un muro di amplificatori… è anche grazie a quella telefonata, a quella chitarra senza plettro, e a quattro ragazzi che, per la prima volta, decisero di suonare quello che sentivano davvero.

Scritto da Caravaggio
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