Storie di Musica: Michael Jackson, “Vuoi essere mio amico?”  

Storie di Musica

Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio

Benvenuti a Storie di musica, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale. Oggi parliamo di Michael Jackson.

Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.

Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.

Storie di Musica: Michael Jackson, “Vuoi essere mio amico?”  

“Vuoi essere mio amico?”. L’uomo più famoso del pianeta esce di casa, di notte, ferma uno sconosciuto e gli fa questa domanda. Lo sconosciuto lo riconosce. E lui scappa.

Si chiama Michael Jackson. È il 1983, e ha appena venduto cento milioni di dischi.Da bambino, dalla finestra dello studio di registrazione, Michael vedeva il parco dall’altra parte della strada. Gli altri bambini giocavano a baseball. Lui doveva incidere fino a notte fonda. Una volta lo ha raccontato così: 

“Stavo lì a guardarli, e mi scendevano le lacrime. Volevo solo attraversare la strada. Per dire ciao. Per farmi un amico”. Non lo ha mai fatto.

Vent’anni dopo, l’uomo che ha venduto più dischi nella storia vive con dei manichini nella sua casa. Li mette intorno a sé. Sul divano. A tavola. Nella stanza da letto. 

Una volta ha provato a spiegarlo: “Sono come persone vere. Quando li guardo, mi sembra di essere in una stanza con qualcuno”.

A volte non ce la faceva, e piangeva da solo al piano di sopra. Allora si rimetteva la felpa, e tornava in strada a chiedere a uno sconosciuto se voleva essergli amico.

Scritto da Caravaggio
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