Storie di Musica: Ozzy Osbourne e “Mr. Crowley”, Il brano maledetto

Storie di Musica

Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio

Benvenuti a Storie di musica, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale. Oggi parliamo di Ozzy Osbourne.

Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.

Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.

Ozzy Osbourne e “Mr. Crowley”, Il brano maledetto

“Ma è vero che per trovare la luce bisogna attraversare l’inferno?

Inizi anni Ottanta. Ozzy Osbourne è finito. Espulso dai Black Sabbath, passa un anno intero chiuso in una stanza d’albergo tra alcol, droghe e autocommiserazione. È sul punto di scomparire per sempre. Ma Sharon, quella che diventerà sua moglie, lo tira fuori dall’abisso. Gli dice: “Ricomincia“. E Ozzy ricomincia.

Fonda i Blizzard of Ozz con Randy Rhoads. Durante le registrazioni, nello studio c’è un mazzo di carte. Non carte qualunque: i tarocchi disegnati da Aleister Crowley. L’occultista inglese che chiamavano “l’uomo più malvagio del mondo”. Fondatore di Thelema, la religione dell’oscurità. Il suo motto? “Fai ciò che vuoi è l’unica regola!”.

Ozzy aveva letto un suo libro regalatogli da Jimmy Page, grande appassionato di esoterismo. E proprio nel suo periodo più buio, Ozzy, come spinto dal potere occulto di quei tarocchi, scrive un testo e lo propone alla sua nuova band. 

Nasce il brano “Mr. Crowley” e l’album “Blizzard of Ozz” pubblicato nel 1980. Non è solo un disco. È la prova che il principe delle tenebre è risorto. E questa volta, nessuno potrà più fermarlo.

Scritto da Caravaggio
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