Storie di Musica: Pino Daniele e Massimo Troisi, la stessa ferita

Storie di Musica

Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio

Benvenuti a Storie di musica, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale. Oggi parliamo di Pino Daniele e Massimo Troisi.

Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.

Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.

Pino Daniele e Massimo Troisi, la stessa ferita

Pino Daniele e Massimo Troisi muoiono entrambi il giorno 4.

È il 1977. Due ragazzi napoletani si incrociano in uno studio televisivo. Pino, massiccio, disincantato, con una fascia tra i capelli. Massimo, esile, due occhi grandi, l’ironia come armatura. Diversi all’apparenza. Identici nell’anima.

Collaborano su film, testi, colonne sonore. Finché un giorno, in una stanza, senza microfoni né macchine da presa, Pino suona “Quando” alla chitarra per la prima volta. Massimo ascolta. Assorto. Alla fine dice solo: “No, non toccarla. È troppo bella.” Poi suggerisce due piccole modifiche. Due versi che cambiano tutto.

Negli anni scoprono di condividere anche un’altra cosa: un cuore malato. Ci scherzano sopra, come fanno con tutto. Ma quella fragilità li lega più di qualsiasi canzone.

Il 4 giugno 1994 Massimo muore. Pino sale sul palco pochi giorni dopo. Sessantacinquemila persone scandiscono il nome dell’attore. Pino mormora: “Ieri notte ho fatto un sogno assurdo, andavo a trovare Massimo…” Anni dopo dirà: “Quando è scomparso lui è scomparsa anche una parte di me.”

Il 4 gennaio 2015 ci lascia anche Pino. Stessa ferita. Stesso cuore.

Scritto da Caravaggio
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