Storie di Musica: Pino Daniele, il concerto che ha fermato il tempo

Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio
Benvenuti a “Storie di musica“, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale.
Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.
Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.
Storie di Musica: Pino Daniele, il concerto che ha fermato il tempo
Sai che un concerto di Pino Daniele ha scritto una delle pagine più epiche della musica italiana? Te lo racconto!
È il 19 settembre 1981, giorno di San Gennaro. Napoli è in fermento, e non solo per la festa del suo patrono. Quella sera, Piazza del Plebiscito diventa il cuore pulsante della musica italiana: 200.000 persone si radunano per uno degli eventi più leggendari di sempre. Il protagonista? Pino Daniele, con la sua chitarra e la sua voce inconfondibile, pronto a regalare alla sua città un concerto che diventerà leggenda.
Omg! Sul palco con lui c’è una squadra di musicisti straordinari, veri fuoriclasse che daranno vita a un sound unico. Tullio De Piscopo, batterista dal groove inconfondibile, e dall’energia devastante. James Senese, sassofonista potente e viscerale, ogni nota è un grido dell’anima. Tony Esposito, maestro delle percussioni e poi Rino Zurzolo e Joe Amoruso, due fuoriclasse che intrecciano basso e tastiere in un’alchimia perfetta.
Pino è nel suo momento d’oro. Con “Nero a metà” e “Vai mò” ha rivoluzionato la musica italiana, fondendo blues, rock, jazz e sonorità mediterranee. Quella sera, mentre intona “Je so’ pazzo”, “Napule è” e “Yes I Know My Way”, la città canta con lui, in un unico respiro collettivo.
La folla è incontenibile, le strade bloccate, i tetti pieni di gente. Quella notte del 1981 resta un simbolo: il Neapolitan Power ha conquistato il mondo e Pino Daniele ha scritto la storia.