Storie di Musica: “Purple Rain” di Prince, quando la paura diventa un inno

Storie di Musica

Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio

Benvenuti a Storie di musica, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale. Oggi parliamo “Purple Rain” di Prince.

Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.

Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.

Purple Rain” di Prince, quando la paura diventa un inno

Ti sei accorto che a volte le paure tirano fuori il meglio di noi? È il 3 agosto 1983. Prince torna a suonare a Minneapolis. Dopo un anno di tour sale sul palco di casa con una band rinnovata. La chitarrista dei Revolution, Wendy accenna un arpeggio rarefatto, denso di chorus. Il pubblico assiste all’istante esatto in cui nasce un inno.

Prince ha paura, capisce che i tempi sono cambiati. “Thriller” di Michael Jackson vince 8 Grammy, ribaltando le regole del gioco. Non basta più fare un grande disco. Serve un capolavoro. “Purple Rain“, all’inizio, ha una struttura fragile, quasi country.

Prince chiede a Stevie Nicks dei Fleetwood Mac di aiutarlo con il testo ma lei rifiuta. Troppo personale, troppo intensa. L’artista allora fa la scelta più coraggiosa: si assume la responsabilità della sua arte. Supera le paure, entra in studio e la suona per sei ore, finché quella semplice canzone diventa “Purple Rain”.

La notte del 3 agosto 1983 “Purple Rain” viene registrata live insieme ad altri brani che diventano il sesto disco di Prince. Il suo dono al mondo.

Scritto da Caravaggio
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