Storie di Musica: “Smells Like Teen Spirit”, la notte che cambiò il rock

Storie di Musica

Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio

Benvenuti a Storie di musica, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale. Oggi parliamo di “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana.

Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.

Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.

“Smells Like Teen Spirit”, la notte che cambiò il rock

Ma lo sai che il più grande capolavoro rock degli anni ’90 è nato per puro caso?

Maggio 1991. Il produttore Butch Vig riceve una cassetta da Kurt Cobain. La infila nello stereo, preme play e sente una voce che dice: “Ehi Butch, abbiamo qualcosa di nuovo per te”. Poi parte un riff graffiante, distorto, confuso. Ma attraverso quel caos, Vig intuisce qualcosa di diverso, di forte.

Ma come nasce quel provino? Qualche mese prima, Kurt è in giro per la città con Kathleen Hanna, leader delle Bikini Kill. Una notte di whisky Canadian Club e ribellione. Imbrattano muri, scrivono slogan. Poi, nell’appartamento di Kurt, lei scarabocchia su una parete: “Kurt smells like teen spirit”. Teen Spirit è il nome di un deodorante. Sei mesi dopo, quella frase diventa il titolo della canzone.

In studio, Butch vuole perfezionare tutto. “Registriamo doppie chitarre e doppie voci,” dice a Kurt. Lui è riluttante, ma accetta. È la tecnica del double tracking che rende quel grido ancora più potente.

Smells Like Teen Spirit” supera la prova del tempo. Trentatré anni dopo, quell’inno generazionale riecheggia ancora con la stessa rabbia.

Scritto da Caravaggio
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