Storie di Musica: “Wonderwall”, la canzone che tutti hanno amato (e odiato)

Storie di Musica

Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio

Benvenuti a Storie di musica, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale. Oggi parliamo di “Wonderwall” degli Oasis.

Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.

Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.

“Wonderwall”, la canzone che tutti hanno amato (e odiato)

Wonderwall” non è solo una canzone. È il muro su cui una generazione ha scritto le sue speranze.

1995. Gli Oasis sono all’apice… e sull’orlo di implodere. Liam e Noel Gallagher si odiano, si amano, si urlano addosso nei camerini, negli stadi, e nei giornali.

Ma poi… arriva lei. “Wonderwall” è il paradosso perfetto: una canzone dolce, fragile, scritta in un momento di caos totale.

Non parla di una donna. Non parla nemmeno d’amore. Parla di attese, di possibilità, di quel qualcuno che, forse, ci salverà da noi stessi.

E quella parola, “Wonderwall“, nemmeno esiste davvero. Noel la ruba a George Harrison, da un suo vecchio disco solista e la trasforma in un rifugio per milioni di giovani anime in cerca di qualcosa.

Liam…dice di non aver mai capito cosa volesse dire “Wonderwall”, e afferma con quel suo accento Mancunian tagliente come una chitarra distorta: “Canto quello che mi passa, non devo capirlo”.

E forse è proprio questo il segreto. “Wonderwall” diventa quello che ciascuno vuole sentirsi dire. C’è chi la ama. C’è chi non la sopporta più. Ma nessuno può dimenticarla.

Scritto da Caravaggio
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