Alla scoperta del cantautore piemontese: seconda parte

Dopo un debutto scoppiettante con l’album omonimo (ne abbiamo parlato qui), l’ispirazione fantasiosa del cantautore Alberto Fortis non cesserà di esistere con i successivi progetti ma sarà ulteriormente spinta al limite con una fortissima volontà di sperimentare.

Se il primo album rappresenta un lampo di luce all’interno della musica italiana tra fine anni ’70 ed inizio anni ’80, il secondo, Tra demonio e santità (1980), altro non è che la conferma del suo geniale talento. Un concept album focalizzato sulla sfida “bene-male” in cui il cantautore scava a fondo nel suo “io” più profondo , trovando un’innovativa chiave narrativa che gli permette di parlare di vita, morte, amore, fede ed amicizia mischiando e rielaborando continuamente numerosi concetti filosofici.

Iconica in questo senso è la title track divisa in 3 parti per oltre 12 minuti di canzone in cui il cantautore sfoga, su un tappeto musicale che va dal pop-rock ad un progressive rock che strizza l’occhio oltreoceano, tutto quel senso di continuo passaggio tra bello e brutto, giusto e sbagliato, chiaro e scuro che si ripercorre poi per tutto il lavoro. Immagini poetiche e a tratti disincantate si alternano nel susseguirsi delle tracce ad altre strazianti e quasi surrealiste, in un mix che appare come il modo più originale di descrivere il mondo, cinico e spietato ma alla fine sempre e comunque pieno d’amore.

Di diverso aspetto risulta invece l’album La grande grotta, pubblicato nel 1981 ed ispirato da un viaggio dello stesso artista in America. Un progetto in cui vengono abbandonati i toni cupi, sostituiti da atmosfere più pop e leggere negli arrangiamenti, nel quale si possono trovare due grandi successi di Fortis: La nena del Salvador e Settembre. Il cantautore, nonostante scelga di spostarsi su melodie più leggere, non rinuncia alla sua verve narrativa tra malinconia e storytelling e certifica il suo talento interpretativo con una prova vocale da 10 in pagella.

Fragole infinite (1982) è un album dedicato a John Lennon, più cantautorale in senso stretto, con il quale l’artista sceglie di approcciarsi al pubblico mostrando di sapersi rinnovare continuamente senza pur perdere la sua essenza da innovatore ben messa in mostra nella stessa title track o nella malinconica Angelo. Ancora controtendenza è invece El niño, pubblicato nel 1984, un progetto che recupera largamente quei toni grotteschi tanto amati nei primi lavori e ampiamente sostenuti da arrangiamenti di grande livello che permettono al cantante di dare sfoggio di tutta la sua creatività artistica.

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Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

Di Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

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