A tu per tu con il giovane cantautore milanese, fuori con il nuovo singolo intitolato “Bella

A pochi mesi dalla nostra precedente intervista, ritroviamo con piacere Tancredi per parlare del suo nuovo inedito “Bella”, disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali a partire dallo scorso 4 settembre. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Tancredi, bentrovato. Partiamo da “Bella”, quali pensieri e quali stati d’animo hai voluto fotografare in questo pezzo?

«”Bella” è il terzo-quarto pezzo nato durante la quarantena, stavo ricercando delle nuove vibes che toccassero un po’ il filone dance che mi stava letteralmente facendo impazzire, come ad esempio l’ultimo disco di The Weeknd. In questa canzone penso di aver trasmesso inizialmente i pensieri e le sensazioni negative tipiche della mia generazione, ma andando avanti con la seconda strofa ho cercato di alleggerire il discorso. Quindi, è un po’ come se questo pezzo avesse due anime, un compromesso tra gioia e crisi di panico».

A livello musicale, la sensazione è che vi siate spinti ancora di più con le contaminazioni, un mix ancora più corposo rispetto al precedente singolo, in cui avevate già sperimentato parecchio con le sonorità…

«Il beat è nato da Amedeo Radaelli, successivamente Federico Nardelli e Giordano Colombo hanno aggiunto le batterie e questo basso acustico pazzesco. Sicuramente ci siamo spinti oltre, ma possiamo fare ancora di più, anzi, le prossime canzoni che usciranno andranno oltre quello che avete già sentito. Stiamo ancora sviluppando il tutto, ma la via è quella giusta secondo me».

Dopo “Bella”, in che direzione su dirigerà la tua musica? Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

«Tra i miei obiettivi, mi piacerebbe partecipare a Sanremo Giovani. Sto sperimentando molto e non ho alcuna intenzione di fermarmi, bensì ha voglia di spaziare tra i generi, anche quelli che in passato magari non mi entusiasmavano, ho deciso di prenderli e di farli miei, anche per dare una chiave più personale. Per quanto riguarda la direzione, dunque, non ce ne sarà una sola, l’album sarà composto da dieci tracce, ovvero dieci strade diverse. Voglio che la gente capisca che non so fare un solo genere, non ho intenzione di focalizzarmi in un’unica direzione».

Per concludere, qual è la lezione più importante che senti di aver appreso dalla musica fino ad oggi?

«Che non esistono assolutamente limiti e limitazioni, soprattutto in quest’epoca. La tecnologia ci permette di registrare un lavoro anche in casa, proprio come ha fatto Billie Eilish. Quello che ho imparato è proprio questo, che non esistono barriere per la creatività».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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