Thaeo: “In musica bisogna rimanere integri nella propria verità” – INTERVISTA

A tu per tu con Thaeo per parlare del nuovo Ep “Adesso tutto sa di te”, fuori su tutte le piattaforme digitali per INRI Records / Metatron
Thaeo ha pubblicato il suo Ep d’esordio “Adesso tutto sa di te”, un lavoro che è frutto di un percorso lungo anni, in cui il giovane artista si è concesso il tempo di ascoltarsi e comprendersi. Un viaggio che parla di fiducia, di crescita e della libertà di sentire.
In questo progetto si intrecciano l’idealizzazione, il desiderio di cambiamento e i ricordi di ciò che non appartiene più, ma che continua a vivere dentro. Ogni brano è un passo nel percorso tra tra memorie che riaffiorano e lasciano spazio a nuove sfumature. Ecco cosa ci ha raccontato Thaeo in questa intervista.
Thaeo racconta l’Ep “Adesso tutto sa di te”, l’intervista
Per questo Ep ti sei concesso tempo per ascoltarti e capirti: che cosa hai scoperto di te e quali skills pensi di aver acquisito durante la lavorazione?
«L’Ep per me è stato effettivamente un viaggio d’introspezione utile a capire come mai sentissi il bisogno di esporre la mia interiorità e condividerla con gli altri. Credo che la skill principale che ho acquisito sia davvero quella di non vergognarmi della mia fragilità e anzi condividerla sperando che qualcuno ci ritrovi la sua».
Hai scritto la traccia d’apertura a 15 anni. Quanto è cambiato il tuo modo di sentire l’amore da allora a oggi? E quanto è rimasto uguale?
«”Cerignola campagna” parla di amore famigliare, radici e lontananza. In verità ho iniziato a scriverla a 15 anni per poi finirla definitivamente quasi 5 anni dopo. Il mio modo di sentire l’amore da quel momento ad oggi penso sia completamente stravolto, ma in positivo. L’amore per me è l’unica fonte d’ispirazione eterna e imprescindibile».
Nel disco c’è una malinconia costante, ma anche lucidità. Pensando alla title track, hai mai avuto paura che l’amore immaginato, la proiezione che ci facciamo in testa dell’altra persona, rischiasse di far più male di quello reale?
«Credo che l’amore idealizzato sia altamente più pericoloso di quello reale. Ho lavorato molto in questi anni per non proiettare me stesso sull’altra persona (e quindi idealizzarla) e piano piano mi sento maturato anche sotto questo punto di vista. Al contempo penso sia qualcosa che avviene veramente in maniera spontanea e naturale a causa di tutte le false aspettative che possiamo farci sull’altro».
Sei nato a Cerignola, hai vissuto a Modena e ora sei a Milano. Quanto hanno inciso questi luoghi nella tua identità artistica e quanto in questo lavoro?
«Molto. Credo che l’aver cambiato più volte città sin da quando sono piccolo abbia avuto un ruolo centrale nel modo in cui vivo la “dinamicità” e lo “spostarsi”. Cerignola ovviamente è stato un po’ un main theme di questo Ep seppure la troviamo esplicitamente solo in “Cerignola campagna”. Modena e Milano invece sono città che in modo diverso mi hanno formato e continuano a farlo».
“Adesso tutto sa di te” sembra l’inizio di un diario aperto. In che direzione pensi possa virare, da ora in poi, la tua musica?
«Sicuramente quello che mi importa più di tutto è che le canzoni continuino a rimanere vere, viscerali, un po’ di pancia. A livello musicale mi auguro di sperimentare il più possibile e contaminare il contaminabile, non mi piace chiudermi obbligatoriamente in un genere. Vulnerabilità e fragilità rimangono un po’ le fondamenta del progetto».
Quali ascolti hanno influenza e accompagnato la tua crescita?
«Gli ascolti che influenzano e hanno influenzato la mia musica sono moltissimi e anche tanto diversi fra loro. In generale cerco di ascoltare tutto quello che posso a prescindere da generi o pregiudizi. Le mie pietre miliari penso siano Sufjan Stevens, Joni Mitchell, The tallest Man on earth, Joan Baez, Bon Iver e davvero molti altri, anche completamente diversi».
Per concludere, qual è la lezione più importante che senti di aver appreso dalla musica finora?
«La lezione più importante che penso di aver imparato è che in questa “industria” non esistono regole specifiche. Non esiste un tempo stimabile nel quale è detto che qualcosa funzioni o meno. In generale sento di aver appreso che è davvero fondamentale, oggi come non mai, dove tutto è la copia di tutto, rimanere integri nella propria verità».