The Voice, ipotesi di un ritorno del format originale con Carlo Conti e il vincitore direttamente tra i big di Sanremo 2027
Possibile stop per Tale e Quale Show nell’autunno 2026: la Rai valuta una stagione di transizione e l’ipotesi di un rilancio di The Voice “classico” con Carlo Conti alla guida
Dopo circa quindici anni di presenza ininterrotta nel palinsesto del venerdì sera di Rai1, Tale e Quale Show potrebbe presto fermarsi ai box. Il programma, in onda dall’autunno 2012 e condotto con successo da Carlo Conti, rischia infatti di non tornare nella sua tradizionale collocazione autunnale, al suo posto potrebbe tornare The Voice of Italy.
Secondo quanto riportato da Affari Italiani, i vertici di Viale Mazzini starebbero prendendo sempre più in considerazione l’idea di concedere una pausa a Tale e Quale Show, uno dei format più longevi e affidabili del prime time, nonostante ascolti e gradimento continuino a premiare la trasmissione prodotta da Endemol Shine Italy.
L’ipotesi non sarebbe legata a un calo di interesse, ma piuttosto alla volontà di “far respirare” un programma che, stagione dopo stagione, ha sempre mantenuto standard altissimi. Una scelta condivisa anche dallo stesso Carlo Conti, che non avrebbe escluso uno slittamento della prossima edizione addirittura alla primavera 2027, o oltre.
Uno stop tecnico, dunque, che aprirebbe spazi interessanti per nuove idee o per il ritorno di progetti già noti al pubblico, ma ripensati in chiave più ambiziosa. Ed è qui che entra in gioco The Voice of Italy. Per l’autunno, Conti potrebbe avere nel cassetto una nuova intuizione musicale: il ritorno del format originale, quello “classico”, con concorrenti adulti e non declinato in versioni Kids o Senior.
L’idea più suggestiva sarebbe quella di collegare direttamente il talent al Festival di Sanremo: il vincitore di The Voice potrebbe ottenere un posto di diritto tra i big nell’edizione 2027, trasformando così il programma in una vera e propria rampa di lancio discografica.
Il format originale di The Voice of Italy è andato in onda per sei edizioni su Rai2: la prima condotta dall’attore Fabio Troiano con Carolina Di Domenico, dalla seconda alla quarta da Federico Russo, la quinta con Costantino della Gherardesca e la sesta da Simona Ventura. Tra i coach che si sono alternati sulle celebri poltroncine rosse, ricordiamo tra gli altri Raffaella Carrà, Riccardo Cocciante, Piero Pelù, Noemi, J-Ax, Max Pezzali, Al Bano, Morgan, Guè e Gigi D’Alessio.
Il vero limite del programma, però, è sempre stato uno: nessun vincitore è riuscito a costruire una carriera discografica solida dopo il talent. Ed è proprio qui che l’ipotesi Sanremo potrebbe fare la differenza. Un precedente esiste ed è legato a X Factor, nelle sue edizioni Rai, portò sul palco dell’Ariston i vincitori Marco Mengoni nel 2010 e Nathalie nel 2011.
Legare The Voice al Festival di Sanremo significherebbe dare finalmente un senso compiuto al percorso del talent, trasformandolo da semplice vetrina televisiva a vero incubatore artistico. Un’operazione rischiosa, ma potenzialmente rivoluzionaria, perfettamente in linea con la visione di Carlo Conti e con l’esigenza della Rai di rinnovare i suoi appuntamenti storici senza snaturarli.