Tiromancino, il significato delle canzoni di “Quando meno me lo aspetto”

Tiromancino

Nuova musica per i Tiromancino che, a partire da venerdì 6 febbraio 2026, ha reso disponibile l’album “Quando meno me lo aspetto”: scopriamo insieme il significato delle canzoni

I Tiromancino stanno per tornare con il nuovo album “Quando meno me lo aspetto”, disponibile dal 6 febbraio via EMI Records Italy / Universal Music Italia. Si tratta del 14esimo album in studio del collettivo di Federico Zampaglione e arriva trainato dal primo singolo “Gennaio 2016”, una
ballata intensa dalla forte impronta cantautorale molto apprezzata da pubblico e critica, tra i brani più passati dalle radio e dall’uscita in digitale, il 30 gennaio, di “Sto da Dio”, omaggio al blues e alla libertà.

L’album racchiude undici brani inediti che uniscono profondità testuale e incursioni nei diversi generi
musicali: dal blues al rock, dal country all’elettronica, dal reggae alle sonorità tipiche della canzone d’autore degli anni ‘70. Ogni brano è parte di un racconto che tiene insieme l’intimità, le paure, la rinascita, la nostalgia di fine estate e la denuncia di un mondo sempre più concentrato sull’apparire che lascia poco spazio alle passioni e ai sentimenti reali- una società che si fa male costruendo un’altra nuova star che puoi bruciare – un sistema rispetto al quale Zampaglione, frontman dei Tiromancino, si sente “alieno” e ricerca un anelito di libertà nella dimensione artistica, sognando di scomparire nel blues.

Tiromancino, il significato delle canzoni di “Quando meno me lo aspetto”

SCOMPARIRE NEL BLUES
“Il blues come antidoto ad una società che ti schiaccia, che ti pone ogni istante in conflitto con te stesso e con gli altri. Già, il blues…In questa musica diabolica ho sempre trovato pace, chiudendo gli occhi e immergendomi lì dentro fino a scomparire”.

STO DA DIO
Il brano dal forte sapore blues, genere molto amato da Zampaglione che, in questo caso, usa la mitica chitarra Dobro. Il testo è scritto con Franco 126 e la musica con Andrea Pesce. “Vuoi sapere come sto? Sto da Dio! Me ne accorgo perché da un bel po’ di tempo non cerco più conferme, mi basta chiudere gli occhi la notte, pensando che sarò felice di riaprirli nei miei panni”.

QUANDO MENO ME LO ASPETTO
“Camminarsi dentro in una notte romana di vicoli e portoni… di cani vagabondi sul Lungotevere deserto. Una notte di quelle che ti parlano all’orecchio, sussurrandoti che in fondo il bello della vita può ancora arrivare … ma solo quando meno te lo aspetti”.

MI RITUFFO NELLA NOTTE
La canzone ha degli echi “battistiani” e il testo è velato di ironia. “Questa canzone è nata di getto in una notte, dopo una discussione con mia moglie. Lei mi chiese arrabbiata: “che fai senza di me?”. Io l’ho guardata…poi le ho risposto d’istinto e in modo ironico “mi rituffo nella notte. Peggiorai le cose, ma almeno nacque questa canzone, nottambula e vagamente anni ‘70”.

UNA VITA
Una sera d’inverno, un viaggiatore, la lampada di una sala d’aspetto. “Tanti ricordi, amici scomparsi nel tempo, amori che riaffiorano e svaniscono di nuovo nella nebbia. Lui ascolta il suo cuore che batte e ribatte nella favola della vita che inevitabilmente lo spinge verso il domani”.

GENNAIO 2016
Gennaio 2016 è una ballata intensa e dalla forte impronta cantautorale, che s’inserisce perfettamente nel vasto repertorio di Federico Zampaglione. Il brano vede nuovamente la collaborazione con il pianista Andrea Pesce, con cui Zampaglione ha già firmato singoli come “Per me è importante” e “Imparare dal vento”. “Un’istantanea che racconta dieci anni di vita. La mia vita e quella di coloro che, come me, hanno trovato un motivo per cui rialzarsi… una persona per cui svegliarsi. Ci sono amori che non ti salvano la vita, ma ti permettono di attraversare il buio”.

GLI ALIENI SIAMO NOI
“Gli alieni siamo noi, proiettati verso il cosmo, presto in viaggio tra le stelle… porteremo con noi un bagaglio, le nostre vite, la musica della terra, la speranza del mondo, e planeremo su terre sconosciute. Ma ci sarà anche lì un cielo di nuvole a colorare i sogni, un sorriso di donna, un mare?”.

TIZZO
“Hai finito il fiato dopo due riprese…ti sei già stancato? Guarda che si vede! Quindi è andata! e ora li sopra chi ti aiuta?”. “Questa è la mentalità del mio amico Emiliano “Tizzo” Marsili, un grande campione di pugilato che sul ring, come nella vita, ha sempre dato tutto. I tempi duri passano, i duri come Tizzo, restano”.

IL CIELO
Il brano è una soggettiva cinematografica: una finestra spalancata sulle paure più intime e sulla necessità di “tenersi stretti” per sentirsi meno precari. Il cantautore consegna alla musica e al testo, scritto con Franco126, i pensieri più profondi, la ricerca degli affetti essenziali, dell’abbraccio che ciascuno vorrebbe portare con sé quando “in sala scende il silenzio” e così racconta: “Una finestra da cui intravedevo il cielo, era l’unica possibile evasione da quella camera di ospedale. Ho visto la morte in faccia e il cielo avvicinarsi. Così ho trovato le parole, poi gli accordi su una app di pianoforte. Mi sono aggrappato all’ idea di questa canzone e lei mi ha tirato fuori da lì”.

NUVOLE
“Il vento di fine estate ti sfiora il viso, scrivimi quando arrivi. Ti penserò e cadrà la neve. Poi tornerà l’estate e torneremo noi. Una canzone? Una favola romantica più che altro…”..

UN AMORE COSÌ
“Parlo al tempo, a me stesso, a quella parte del mio cuore che di notte non dorme mai. Rimane lì in silenzio tra sogni e ricordi, tra le note di una chitarra acustica e l’irresistibile malinconia di un trasognato sax”.

Scritto da Redazione RM
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