Recensione del brano sanremese dell’interprete

La vita è un dono prezioso, il più prezioso che l’uomo abbia da sempre e per sempre. A raccontarlo in musica con una classe ed eleganza senza tempo è stata Tosca che in quel del Festival di Sanremo 2020 ha espresso tutto questo amore con la sua Ho amato tutto.

In un brano che scorre via come un ruscello che dolcemente si lascia cullare dalle proprie acque si celebra la bellezza dell’esistenza in ogni sua componente: dalla bellezza delle gioie al dolore delle sconfitte, dal passare incessante del tempo ai momenti magici da fissare nella nostra memoria incancellabile.

Su di un pianoforte che non finisce mai in secondo piano ma che viene accompagnato dalla parte sinfonica dell’orchestra e dalla stessa voce dell’interprete romana che omaggia con semplicità il dono della vita, il suo lento divenire e mutare sotto i nostri occhi senza che questi, il più delle volte, si rendano conto della ricchezza che tutti i giorni ci ritroviamo ad avere tra le mani e dell’importanza di essere grati di tutto ciò.

In questa sorte di lode entra in campo, ovviamente, anche la grandezza dell’amore, la sua importanza vitale nelle relazioni di ciascuno di noi e la sua immensa preziosità emozionale e vitale spesso sottovalutata. Ed il messaggio di tutto ciò si respira profondamente in un’interpretazione delicata, mai esasperata o volutamente protagonista con la voce che Tosca offre ad un brano che si conclude svelando da sé il proprio significato più profondo: “se tu mi chiedi in questa vita cosa ho fatto, io ti rispondo ho amato, ho amato tutto”.

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Ho amato tutto | Testo

Tre passi e dentro la finestra
Il cielo si fa muto
Resto lì a guardare
Io so cantare, so suonare, so reagire ad un addio
Ma stasera non mi riesce niente
Stasera se volesse Dio
Faccio pace coi tuoi occhi
Finalmente
Con te ho riscritto l’alfabeto
Di ogni parola stanca il significato
Perfettamente inutile cercare di fermare l’onda che
Ci annega e ci lascia senza fiato
Ed è una musica che va
In un istante è primavera
Che ritorna
E come un pesce che non può più respirare
Come un palazzo intero che sta per cadere
Tu sei l’unica messa a cui io sono andata
Un volo che è partito
Svanito in fondo al blu
E io adesso farei qualsiasi cosa
Per sfiorare le tue labbra
Per rivederti
Se è vero che il tempo ci rincorre
Oggi sono questa faccia
Questa carne e queste ossa
Le sento ancora addosso le tue mani che mi spostano più in là
Dove si vive solo di uno sguardo
È tardi, si spegne la candela
È sempre troppo tardi
Per chi non tornerà
E come un pesce che non può più respirare
Come un palazzo intero che sta per cadere
Tu sei l’unica messa a cui io sono andata
Un treno che è partito
Sparito in mezzo al blu
E io adesso farei qualsiasi cosa
Per averti fra le braccia
Per rivederti
Perché se manchi, tu manchi da morire
Perché amarsi è respirare i tuoi respiri
Stracciarsi via la pelle e volersela scambiare
È l’attimo fatale in cui mi sono arresa
Perché tu vieni con questo amore tra le mani
E come sempre nei tuoi occhi
La mia casa
Se tu mi chiedi in questa vita cosa ho fatto
Io ti rispondo ho amato
Ho amato tutto

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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