Tredici Pietro debutta a Sanremo: “Ci sono vari modi per vincere”

Tredici Pietro

Tra I big del prossimol Festival ci sarà anche Tredici Pietro, in gara a Sanremo 2026 con “Uomo che cade”, brano che anticipa l’uscita della versione deluxe di “Non guardare giù”

Tredici Pietro ha incontrato la stampa a Milano alla vigilia della sua prima partecipazione al Festival di Sanremo, in scena dal 24 al 28 febbraio 2026 al Teatro Ariston. Un debutto atteso, che arriva dopo un percorso di crescita costante e una definizione sempre più nitida della sua identità artistica.

Il rapper e cantautore sarà in gara con “Uomo che cade”, brano scritto insieme ad Antonio Dimartino per quanto riguarda il testo, mentre la musica è firmata da Dimartino e Marco Spaggiari. La produzione è di Vanegas, con la produzione aggiuntiva di Giovanni Pallotti, Fudasca, Sedd e Montesacro. Il pezzo, disponibile in presave, fonde hip hop, R’n’B e sensibilità cantautorale, alternando strofe dal gusto retrò a un ritornello più aperto e luminoso.

«“Uomo che cade” è stato scritto a quattro mani con Antonio Dimartino per quanto riguarda l’aspetto lirico, in una giornata di sole primaverile – spiega Tredici Pietro – circa a maggio dello scorso anno, dopo l’uscita del mio primo Lp, “Non guardare già”. Questo brano si porta dietro quello che ho cercato di raccontare nel disco antecedente, per questo abbiamo deciso di incorporarlo nella riedizione di quel lavoro. Il pezzo parla del fatto che tentare non nuoce. Accanto a me vedo una generazione che prova dolore nel rischiare, nel provare. Tentare nuoce, a quanto pare, ma la negatività sta nel non agire».

Il brano racconta la vita come un movimento continuo, fatto di cadute e ripartenze. Non esiste un vero punto di arrivo, ma un cammino costante in cui si costruisce la propria identità. Una riflessione che si intreccia anche con una storia d’amore, declinata però in senso più ampio: «Immaginare il domani, per un ragazzo di oggi, è complicato, ma non possiamo fare altro. In qualche modo, ho cercato di raccontare una storia d’amore, declinandola a un significato più ampio. Quando ti disamori di una persona, la guardi con occhi completamente diversi. La scala della vita non è lineare, non va solo in su. Accettarlo non è facile. Io ho provato a raccontarlo, in maniera non troppo definibile».

Venerdì 27 febbraio uscirà Non Guardare + Giù, edizione speciale del disco che includerà, oltre alle tracce originali, “La fretta” e proprio “Uomo che cade”. Nella serata delle cover, Tredici Pietro porterà sul palco “Vita”, accompagnato dai suoi musicisti e amici di sempre: «Nella serata cover eseguirò “Vita” con i miei colleghi e fratelli: Fudasca, Galeffi e i musicisti che lavorano da tempo con me. “Vita” parla di rivalsa nei confronti dell’energia che ti ribalta, di un uomo disilluso che decide di credere nel domani. Non avrei potuto fare un altro brano, l’alternativa sarebbe stata “Bologna by night” di Inoki, che parlava della mia città. Ma poi ho optato per le mie radici».

Un ritorno alle radici, dunque, ma anche un confronto con un palco che per anni ha rappresentato per lui un terreno ambiguo, quasi distante. A proposito del suo debutto in gara, confessa: «Oggi penso che sarà un’esperienza bellissima. Negli anni ho rifiutato Sanremo come concetto, venendo da una parte dal rap e dall’altra da una famiglia sanremese. Piano piano, ci ho fatto i conti e ho accettato che facendo questo mestiere è naturale farlo. Al Festival, nessuno vuole sfigurare e tutti vogliono vincere. E ci sono vari modi per vincere». Ed è forse proprio questa la chiave del debutto di Tredici Pietro: non solo un pensiero alla classifica, ma la possibilità di proporre su quel palco una visione personale, senza snaturarsi. In fondo, per chi canta di cadute e ripartenze, anche salire per la prima volta le scale dell’Ariston è già una forma di conquista.

Scritto da Nico Donvito
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