Giovanni Truppi

Il cantautore napoletano debutta al Festival di Sanremo con “Tuo padre, mia madre, Lucia“, un brano che trasmette pace e autenticità

Esordio sanremese per Giovanni Truppi, alfiere della canzone d’autore capace di coniugare stati d’animo e parole che si rincorrono con spirito agonistico, trasmettendo un senso di pace, leggerezza e autenticità. “Tuo padre, mia madre, Lucia” è un titolo che evoca suggestioni di “rinogaetaniana memoria”, il risultato è una dichiarazione d’amore originale, scevra di preconcetti sanremesi.

Lui è una delle scommesse di quest’anno targate Amadeus, un vero e proprio outsider che gioca una gara a parte, tutta sua. La sua proposta è senza dubbio la più raffinata in gara. “Tuo padre, mia madre, Lucia” è una canzone composta a dieci mani insieme ai fidati autori Marco Buccelli e Giovanni Pallotti, oltre a Pacifico e Niccolò Contessa, due firme d’eccezione dello scenario nazionale.

«Amore mio, per vivere facciamo mille cose stupide, lo sai, per sopravvivere, semplifichiamo il più possibile» racconta nel testo Giovanni Truppi, alludendo a quello che possiamo considerare uno dei problemi dell’epoca moderna: il dover a tutti i costi semplificare qualsiasi cosa, per poter stare al passo con l’estrema velocità con cui viaggia la nostra società.

A metà strada tra il parlato e il cantato, l’artista evoca suggestioni di una scuola partenopea d’altri tempi, quella che al Festival di Sanremo è stata più volte egregiamente rappresentata da Eduardo De Crescenzo e Nino Buonocore. Per dirla alla Pinguini Tattici Nucleari, in un mondo di John e di Paul… almeno una volta nella vita ci siamo sentiti un po’ tutti Giovanni Truppi.

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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