“Un fatto ovvio” di XXX: te la ricordi questa?

Un fatto ovvio Laura Pausini

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Un fatto ovvio” di Laura Pausini

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2008 con “Un fatto ovvio” di Laura Pausini.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Un fatto ovvio” di Laura Pausini

Estratta come terzo singolo dall’album “Primavera in anticipo”, “Un fatto ovvio” è una delle canzoni più intense della produzione di Laura Pausini di fine anni Duemila. Un brano che non punta sull’esplosione emotiva immediata, ma lavora in profondità, scavando nel momento preciso in cui un amore chiede di essere riconosciuto per quello che è, senza più finzioni.

Il testo si fonda su un confronto diretto, quasi definitivo. Non c’è spazio per ambiguità o romanticismi evasivi: la voce narrante smaschera il rifiuto dell’altro, definendolo per quello che è, un’ostinazione inutile. Il “fatto ovvio” non è una verità astratta, ma una dipendenza reciproca, emotiva e vitale. Non si tratta di bisogno malsano, bensì di riconoscimento: due persone che, pur tra ferite e imperfezioni, sono diventate essenziali l’una per l’altra.

Uno degli aspetti più interessanti del brano è la maturità con cui viene raccontato l’amore. Non c’è idealizzazione: l’altro viene definito “il migliore dei miei mali”, espressione che racchiude tutta la complessità del sentimento. Amare significa accettare anche il dolore, le difficoltà, le contraddizioni. Ma in anni “avari”, poveri di certezze, quell’amore diventa oro, qualcosa di raro e prezioso da non sacrificare.

Un fatto ovvio” è una canzone sull’evidenza dei sentimenti, su quelle verità che fanno paura proprio perché sono chiare. Un brano che racconta l’amore quando smette di essere promessa e diventa scelta quotidiana, imperfetta ma imprescindibile. Una pagina matura della discografia di Laura Pausini, capace di parlare con lucidità e profondità a chi sa che amare, a volte, significa semplicemente smettere di negare l’evidenza.

Il testo di “Un fatto ovvio” di Laura Pausini

É inutile che ormai
Ti ostini a dire no
Negando un fatto ovvio

Tu necessiti di me
Nello stesso modo che
Anch’io di te

Tu lascia che ora sia così
Prendi il sogno che ora è qui
E inizia a crederci
E non andare mai via perché

Fino a che rimani
Sarai tu il migliore dei miei mali, tu sarai
Di questi anni avari
L’oro nelle mani sarò
Lo stesso anch’io per te

E basterebbe ammettere
Che comunque quel che c’è
è la prova più evidente

Che un passato sterile
Non concede repliche
Né al futuro né al presente

Così, ormai
Non tornare indietro mai
Non sacrificare noi
Lo sai

Fino a che rimani
Sarai tu il migliore dei miei mali
Dei miei mali, tu sarai
Di questi anni avari
L’oro nelle mani e sarò
Lo stesso anch’io
Lo stesso anch’io

Dei miei giorni insani
La cura nelle mani
Tu sarai
Lo sarò anch’io per te

È inutile che ormai
Ti ostini a dire no
Negando un fatto ovvio

Scritto da Nico Donvito
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