Ornella Vanoni - Un sorriso dentro al pianto

Recensione del nuovo singolo dell’interprete milanese

Un sorriso dentro al pianto” segna il ritorno della voce più elegante e dell’anima più sensibile della musica italiana. A 86 anni Ornella Vanoni è pronta a rimettersi in gioco con un nuovo album di inediti dal titolo “Unica“, in uscita il 29 gennaio per BMG (qui la tracklist ufficiale dell’album e tutti i dettagli).

Questo singolo che anticipa l’uscita del disco e scritto in collaborazione da Pacifico e Francesco Gabbani, è un’elogio alla verità, quella dell’artista. La capacità interpretativa di Ornella, ancora una volta, da vita al talento innato di cantare di sé con naturalezza e semplicità.

L’arrangiamento del brano ripercorre l’orchestrazione classica della musica leggera italiana: ogni strumento ha l’obiettivo di interpretare il pensiero dell’artista, rappresentandone al meglio ogni sfumatura. La maestria di Pacifico e la “penna fresca” di Gabbani formano una commistione perfetta di sentimento e immediatezza, raccontando al meglio una storia, o meglio, un’emozione.

Dalle prime parole, magistralmente riportate in immagini nel videoclip di Marta Bevacqua, si “vive” l’ascolto per immagini. E’ un selfie, infatti, la prima fra tutte: quell’istante in cui ci si ferma per immortalare un sorriso, o una ruga, spunto per tornare indietro con la mente e ripercorrere ogni sentimento. Si ascolta l’ironia grazie a parole delicate ma che lasciano un sorriso, perché “se il cielo concedesse  un po’ di grazia ad ogni anima quaggiù, io sarei una Santa, anima che canta“. L’accettazione dei propri limiti, della “stupidità”, si contrappongono alla bellezza di un passato così amabilmente ricamato e prezioso.

Il ritornello è un “grido” di gioia nell’ aprirsi con sincerità a chi ascolta. Una confessione intima ma aiutata dall’apertura dell’arrangiamento, quella di Ornella Vanoni. “Io sono tutto l’amore che ho dato” è la frase che entra dentro al cuore immediatamente e che racchiude tutta la bellezza di questa canzone. Non è “io sono tutto l’amore del mondo” ma “sono tutto l’ amore che ho dato“, vale a dire “sono quella che sono, in ogni momento”.

Disarmante come la più dolce delle verità non si può non ascoltare questa canzone prescindendo dall’artista, dalla persona, e dalla sua età anagrafica che racchiude in sé esperienza ma soprattutto musica, coraggio e verità.

Resta sempre vivo in ognuno di noi il momento prima di un’arresa, o prima dello “schianto”, come appunto, “un sorriso dentro a un pianto“. C’è sempre per Ornella Vanoni il momento in cui passa via ogni tempesta e si smette di aver paura, si guarda un cielo stellato e si sorride, con una lacrima che rigando il volto, diventa speranza. Sono le emozioni che, quando tutto finisce, resteranno per sempre. “Per sempre” come la musica di Ornella Vanoni che ancora oggi è capace di regalarci il meglio. Alla fine però, con quel pizzico di cinismo che la rende unica, “adesso che mi chiedi di sorridere, vorrei dimenticare“, conclude questa “grande bellezza” con un sorriso malizioso, il sorriso di Ornella Vanoni.

Un sorriso dentro al pianto | Testo

E adesso che dovrei posare per l’ennesima fotografia
Sai dirmi tu per caso la migliore inquadratura quale sia?
Ormai che con un selfie fai vedere tutto a tutti e così sia
Ce la incorniciamo
O la butto via?
Parole sulle note sono state la migliore compagnia
Per affrontare la stupidità abbiamo ancora l’allegria
Se il cielo concedesse un po’ di grazia ad ogni anima quaggiù
Io sarei una santa
Anima che canta
Che canta in equilibrio sopra un’emozione
Che capovolge l’esistenza alle persone
Che non si può spiegare fino in fondo ma che resta in fondo al cuore
Io sono tutto l’amore che ho dato
Tutto l’amore incondizionato
L’imbarazzo dietro al vanto
Un sorriso dentro al pianto
Io sono tutto l’amore che ho dato
Mare in tempesta e cielo stellato
Poco prima di uno schianto
Un sorriso dentro al pianto
E adesso che mi chiedi di sorridere vorrei dimenticare
Ferite da leccare e grandi amori solo da desiderare
Se l’universo scomparisse in un istante e non ci fosse più
Io sicuramente resterei per sempre
Per sempre in equilibrio sopra un’emozione
Che capovolge l’esistenza alle persone
Che non si può spiegare fino in fondo ma che resta in fondo al cuore
Io sono tutto l’amore che ho dato
Tutto l’amore incondizionato
L’imbarazzo dietro al vanto
Un sorriso dentro al pianto
Io sono tutto l’amore che ho dato
Mare in tempesta e cielo stellato
Poco prima di uno schianto
Un sorriso dentro al pianto
E adesso che mi chiedi di sorridere vorrei dimenticare
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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

Di Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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