“Un uomo” di Eugenio Finardi: te la ricordi questa?

Un uomo Eugenio Finardi

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Un uomo” di Eugenio Finardi

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 1996 con “Un uomo” di Eugenio Finardi.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Un uomo” di Eugenio Finardi

All’interno di “Occhi”, album pubblicato nel 1996, “Un uomo” si impone come una delle composizioni più intense e mature della carriera di Eugenio Finardi. È una canzone che va oltre la forma del brano pop o rock tradizionale per assumere i contorni di una vera poesia narrativa, in cui il desiderio, l’identità e la scoperta di sé si intrecciano senza filtri né idealizzazioni.

Il testo racconta l’attesa di una donna che non cerca un amore qualsiasi, ma “un Uomo”, scritto con la maiuscola non come affermazione di genere, bensì come simbolo. L’uomo evocato da Finardi non è un principe né un salvatore, ma una presenza capace di scuotere e rassicurare allo stesso tempo, di unire forza e tenerezza, istinto e consapevolezza. La ripetizione dell’archetipo maschile non diventa mai retorica: al contrario, serve a scolpire una figura complessa, contraddittoria, profondamente umana.

Uno degli aspetti più potenti del brano è il modo in cui la sensualità viene raccontata. È un erotismo quotidiano, concreto, mai edulcorato, che convive con la dimensione emotiva e intellettuale. Eugenio Finardi descrive un rapporto in cui il corpo e la mente non sono separati: “scopare, parlare e mangiare” diventano azioni sullo stesso piano, segni di un’intimità totale che supera ogni schema morale o sociale. Il desiderio non è mai fine a se stesso, ma strumento di conoscenza e trasformazione.

Il percorso della protagonista è anche un ribaltamento delle sue certezze precedenti. Da donna che controllava emozioni e desideri in nome della ragione, si ritrova improvvisamente vulnerabile, “così viva e così perduta”. In questa apparente contraddizione sta il cuore della canzone: l’abbandono non è perdita di sé, ma ritrovamento. L’amore, nella visione di Finardi, non addomestica né rassicura completamente, ma espone, mette a nudo, costringe a fare i conti con le proprie parti più autentiche.

“Un uomo” resta uno dei ritratti più sinceri e coraggiosi dell’amore adulto nella canzone italiana. Un brano che non idealizza il sentimento, ma lo accetta nella sua forza dirompente, sensuale e destabilizzante, ricordando che amare davvero significa anche rinunciare al controllo.

Il testo di “Un uomo” di Eugenio Finardi

Lei non lo sapeva ma aspettava un Uomo
Che la scuotesse proprio come un tuono
Che la calmasse come un perdono
Che la possedesse e fosse anche un dono

Era tanto tempo che aspettava l’Uomo
Che la ipnotizzasse solo con il suono
Di quella sua voce dolce e impertinente
Che proprio non ci poteva fare niente

Che la fa sentire intelligente
Bella, porca ed elegante
Come se fosse nuda tra la gente
Ma pura e santa come un diamante

Un Uomo dolce e duro nell’Amore
Che sa come prendere e poi dare
Con cui scopare, parlare e mangiare
E poi di nuovo farsi far l’Amore

Per seppellirsi tutta nell’odore
Che le rimane addosso delle ore
Che non si vuole mai più lavare
Per non rischiare di dimenticare

Che le ricordi che sa amare
Un Uomo che sappia rassicurare
Che la faccia osare di sognarsi
Come non é mai riuscita ad immaginarsi

Un Uomo pieno di tramonti
D’istanti, di racconti e d’orizzonti
Che ti guarda e dice: “Cosa senti?”
Come se leggesse nei tuoi sentimenti

Un Uomo senza senso
Anche un po’ fragile ma così intenso
Con quel suo odore di fumo denso
Di tabacco e vino e anche d’incenso

Impresentabile ai tuoi genitori
Così coerente anche negli errori
Proprio a te che fino all’altroieri
Ti controllavi anche nei desideri

Tu che vivevi nell’illusione
Di dominare ogni tua passione
Tu che disprezzavi la troppa emozione
Come nemica della Ragione

Non sei mai stata così rilassata
Così serena ed abbandonata
Così viva e così perduta
Come se ti fossi appena ritrovata

Un Uomo dolce e duro nell’Amore
Che sa come prendere e poi dare
Con cui scopare, parlare e mangiare
E poi di nuovo farsi far l’Amore

Scritto da Nico Donvito
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