Entriamo dentro ad una canzone

Nuovo appuntamento con “Canzone per te”, la rubrica che ogni settimana ti porta alla scoperta di una canzone diversa, cercando di capire il significato e il messaggio che vuole trasmettere attraverso la sua musica e le sue parole.
La canzone protagonista di questa settimana è “Caramelle”, scritta ed interpretata da Pierdavide Carone, in collaborazione con i Dear Jack.

Il singolo è stato pubblicato il 22 dicembre 2018, subito dopo la notizia dell’esclusione dalla 69° edizione del Festival di Sanremo, e ha riscosso un grande consenso. Si tratta indubbiamente di un successo meritato, se pensiamo al tema di particolare importanza e delicatezza che la canzone affronta: quello della pedofilia. La musica oltre ad essere portatrice di positività e leggerezza, ha anche il dovere di non chiudere gli occhi di fronte ai drammi che affliggono la nostra società, e la pedofilia è senza dubbio uno di questi.

I protagonisti di questo brano sono Marco e Marica, due adolescenti rispettivamente di 10 e 15 anni, con storie, caratteri e interessi differenti, ma entrambi uniti da un terribile comune denominatore: essere vittime di pedofilia.

Il momento più crudo, difficile e toccante di questa canzone è rappresentato dal ritornello (“dammi la mano bambino e vieni nel bosco, no che non sono un estraneo, io ti conosco, vengo dal tuo stesso posto. Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle, il colore delle stelle; mentre prendi la mia pelle, in cambio un sorriso e due caramelle”); successivamente i cantautori assumono il punto di vista dei due giovani protagonisti (“ti prego, fa’ in fretta ciò che devi fare, ti prego, fallo in fretta senza farmi male. Ti giuro, non avrò niente da raccontare, però fa’ in fretta così torno a respirare”).

Si tratta senza di dubbio di parole forti, esplicite e allo stesso tempo strazianti. Ma, quando si affronta un tema drammatico come quello della pedofilia, non si possono cercare scorciatoie: bisogna presentare la realtà dei fatti così com’è, cruda e spaventosa, senza alcun genere di compromesso. Credo che il principale merito di Pierdavide Carone e dei Dear Jack sia stato proprio questo: il non aver avuto paura di affrontare una tematica troppo spesso trascurata nel panorama artistico e, in particolare, in quello musicale. Poi, ovviamente, un’interpretazione sincera e precisa aggiunge ancor più valore e credibilità a questo brano, che, già di per sé, è dotato di una grande forza comunicativa.

Testo |

Ciao, sono Marco e dieci anni è la mia età
Ho i capelli biondi e vado in quarta A
Tranne matematica a me piace studiare
Mio papà e mia mamma hanno un negozio alimentare
Ho una sorella cinque anni più di me
Ed un fratellino che sta per nascere
E non vedo l’ora che arrivi in fretta maggio
Che se farò il bravo potrò tenerlo in braccio
Il mio migliore amico si chiama Giosuè
Pensa che anche in classe siede vicino a me
Poi alla campanella voliamo come piume
E finché fa buio tiriamo sassi al fiume
Ieri pomeriggio però lui si è ammalato
E perciò alla fine da solo sono andato
E mentre giocavo uno strano sconosciuto
Prima mi ha guardato e poi si è avvicinato
E con fare misterioso ma gentile
Si è seduto accanto a me sopra il pontile
E prima che io prendessi un sasso da tirare
Lo strano sconosciuto ha cominciato a dire
“Dammi la mano bambino e vieni nel bosco
No che non sono un estraneo, io ti conosco
Vengo dal tuo stesso posto”
Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle
Il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle
In cambio un sorriso e due caramelle
Ciao, sono Marica e ho fatto quindici anni
Sono già un’adulta e ho fatto molti sbagli
Primo, mettermi con Luca invece che con Dario
Sì, forse è più bello ma troppo autoritario
E così per dispetto sono uscita con le amiche
E dopo una per una a casa siam tornate
Che palle, casa mia è sempre l’ultima
In fondo a quella via buia e torbida
E come non bastasse è anche scoppiato il temporale
Ho fatto anche lo shampoo stamattina, porco cane
Perché da qualche tempo il mondo è un’agonia
Qualsiasi cosa faccia è sempre colpa mia
Fortuna che un signore mi ha offerto un passaggio
Non l’ho mai visto prima però mi sembra saggio
La vita non è un film, cosa vuoi che mi succeda
E mentre penso questo all’improvviso cambia strada
“Dammi la mano bambina e vieni nel bosco,
No che non sono un estraneo, io ti conosco
Vengo dal tuo stesso posto”
Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle
Il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle
In cambio un sorriso e due caramelle
Due caramelle
Ti prego, fa’ in fretta ciò che devi fare
Ti prego, fallo in fretta senza farmi male
Ti giuro, non avrò niente da raccontare
Però fa’ in fretta così torno a respirare
Ti prego, fa’ in fretta ciò che devi fare
Ti prego, fallo in fretta senza farmi male
Ti giuro, non avrò niente da raccontare
Però fa’ in fretta così torno a respirare
“Dammi la mano bambino e vieni nel bosco,
No che non sono un estraneo, io ti conosco
Vengo dal tuo stesso posto”
Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle
Il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle
In cambio un sorriso e due caramelle
“Dammi la mano bambina e vieni nel bosco
No che non sono un estraneo, io ti conosco
Vengo dal tuo stesso posto”
Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle
Il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle
In cambio un sorriso e due caramelle
Ti prego, fa’ in fretta ciò che devi fare
Ti prego, fallo in fretta senza farmi male
Ti giuro, non avrò niente da raccontare
Però fa’ in fretta così torno a respirare

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Luca Buson

Presentatore e conduttore radiofonico. Il microfono e il palcoscenico sono la mia vita. Grande appassionato di musica, in particolare italiana. Il mio motto è "break your limits".

Di Luca Buson

Presentatore e conduttore radiofonico. Il microfono e il palcoscenico sono la mia vita. Grande appassionato di musica, in particolare italiana. Il mio motto è "break your limits".

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