“Una sgommata e via” di Paola Turci: te la ricordi questa?

Una sgommata e via Paola Turci

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Una sgommata e via” di Paola Turci

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 1995 con “Una sgommata e via” di Paola Turci.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Una sgommata e via” di Paola Turci

“Una sgommata e via” rappresenta uno dei momenti di svolta più significativi nella carriera di Paola Turci. Pubblicata nel 1995 come brano guida dell’album omonimo, la canzone introduce sonorità più rock e un atteggiamento decisamente più ribelle rispetto al passato. La firma di Vasco Rossi emerge chiaramente sia nella scrittura diretta sia nell’uso della strada e della velocità come metafore della libertà individuale e dell’insofferenza verso ogni forma di costrizione.

Il titolo stesso racchiude il senso del brano. La “sgommata” non è soltanto un gesto fisico, ma un atto di rottura, una decisione improvvisa e definitiva di lasciarsi alle spalle ciò che trattiene e limita. Fin dai primi versi, il viaggio diventa simbolo di emancipazione: “Dietro alle spalle il mondo” suggerisce la volontà di abbandonare certezze, abitudini e compromessi per inseguire un’esistenza più autentica.

La relazione raccontata nel testo è segnata da una profonda incompatibilità. I due protagonisti condividono gli stessi spazi, ma non lo stesso modo di vivere. La metafora della velocità è centrale: mentre la protagonista sente il bisogno di accelerare, di rischiare e di mettersi in movimento, l’altra persona appare immobile, incapace di “carburare”. Quando Turci canta “Sei tu che metti i limiti alla mia velocità”, il conflitto sentimentale diventa anche uno scontro tra due visioni della vita: una dinamica e istintiva, l’altra prudente e bloccata.

“Una sgommata e via” è quindi molto più di una canzone sulla fuga. È un inno alla necessità di scegliere sé stessi quando un rapporto diventa un ostacolo alla propria crescita. Grazie all’energia rock della musica e a un testo ricco di immagini dinamiche, Paola Turci interpreta con forza il desiderio universale di lasciarsi alle spalle ciò che ci trattiene e ripartire verso nuovi orizzonti.

Il testo di “Una sgommata e via” di Paola Turci

Una sgommata e via
Dietro alle spalle il mondo
E ce ne andiamo via
O vieni o resti qua
Io e te all’inferno amore e così sia
Una sgommata e via
Ed è la libertà
Dai metti in moto questo cuore poi
Accelera
Sempre braccata dalla polizia
Sempre in eccesso di velocità
Ma sei tu che non carburi mai
Sei tu che resti qua
Sei u che metti i limiti alla mia velocità
Noi due mai troppo amici e mai la
Stessa verità
Noi due la stessa camera
La stessa situazione che non va (2v)
Ma che sorpresa
Che sfiga
Ma che situazione confusa
Io sulle ali della fantasia
E tu perduto dentro casa mia
Non c’è ripresa
Se uno frena
Se si comincia a rallentare ci si ferma
Tutto perduto da buttare via
Io me ne vado una sgommata e via
Noi due gli stessi limiti ma due velocità
Confusi tra i legami ormai sempre più
In là
Sfidando le vertigini rubando sull’età
Fermando gli orologi e poi
Sperando che la nebbia passerà
Ma sei tu

Scritto da Nico Donvito
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