Valeria Rossi, la seconda vita di “Tre parole” nel nuovo remix
La celebre hit di Valeria Rossi del 2001 entra a far parte del progetto “Italianissima” di Sony Music Italy e Do It Yourself: Francesco Palla e Vince DJ firmano dieci nuove versioni tra italiano e spagnolo.
A distanza di venticinque anni dalla sua pubblicazione, “Tre parole” torna a farsi ascoltare. La hit che ha consacrato Valeria Rossi entra infatti a far parte di Italianissima, il progetto di Sony Music Italy e Do It Yourself dedicato alla rilettura in chiave dance di alcuni tra i più grandi successi della musica italiana.
Da oggi il brano è disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali in una nuova edizione firmata da Francesco Palla e Vince DJ, che hanno reinterpretato il singolo sia in italiano sia in spagnolo, realizzando dieci diverse versioni pensate per il pubblico delle radio, dei club e delle piattaforme di streaming.
L’operazione si inserisce all’interno di Italianissima, una collana che punta a valorizzare il patrimonio della musica leggera italiana attraverso remix affidati a produttori affermati e nuove leve della scena dance. Il progetto prende ispirazione dalla storica DJ Selection, nata nel 2003 e diventata negli anni una delle raccolte di riferimento per il mondo dei DJ, con 475 volumi e oltre 6.000 brani pubblicati.
Accanto a “Tre parole”, il catalogo comprende anche reinterpretazioni di brani entrati nella storia della musica italiana, come “Rumore” di Raffaella Carrà, “La bambola” di Patty Pravo, “A mano a mano” di Rino Gaetano, “L’anno che verrà” di Lucio Dalla, “Nell’aria” di Marcella Bella e “Non voglio mica la luna” di Fiordaliso. Alla realizzazione dei remix partecipano produttori come Molella, Gianni Bini, Samuele Sartini, Steve Forest, oltre a nomi emergenti come PAS e Dual Beat, sotto la direzione artistica di Max Moroldo.
Per Valeria Rossi, il ritorno di “Tre parole” rappresenta una nuova occasione per riscoprire un brano che continua a essere tra i più riconoscibili del pop italiano dei primi anni Duemila. Una canzone che, ancora oggi, viene spesso definita un “tormentone”, un’etichetta che la stessa artista ha più volte contestato.
In una recente intervista a Fanpage.it, la cantautrice ha spiegato il suo punto di vista: «Non chiamarlo tormentone, ti prego! Quello è un termine usato dai giornalisti e una volta che si crea l’etichetta purtroppo non la togli più. Un tormentone ti tormenta, il mio brano invece allietava. Preferisco definirlo un allietone».
Una definizione che racconta bene il rapporto dell’artista con il suo successo più celebre. Oggi, grazie al progetto Italianissima, quel brano trova una nuova dimensione, mantenendo intatta la sua immediatezza melodica ma aprendosi a sonorità elettroniche e a un pubblico che, in molti casi, lo scopre per la prima volta. Più che un’operazione nostalgia, si tratta di una seconda vita di una delle canzoni pop italiane più rappresentative dei primi anni Duemila. Perché forse, nella vita di tutti i giorni dovremmo tornare a fare più spesso rima con sole, cuore e amore.