“Vera” di Sal Da Vinci: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Vera” di Sal Da Vinci
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 1994 con “Vera” di Sal Da Vinci.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Vera” di Sal Da Vinci
“Vera” è uno dei brani più rappresentativi della prima fase della carriera di Sal Da Vinci. Pubblicata nel 1994, la canzone vinse la seconda e ultima edizione del Festival italiano condotto da Mike Bongiorno, imponendosi come un intenso racconto pop-melodico dedicato alla dignità delle persone comuni.
Il testo è il vero cuore della canzone. La protagonista, è una giovane donna lavoratrice che ogni mattina prende la metropolitana con gli occhi ancora stanchi. L’immagine iniziale è semplice ma molto efficace: racconta subito una quotidianità fatta di routine e fatica, lontana dai sogni di gioventù. Il narratore osserva con affetto questa realtà e vorrebbe poterle offrire una vita diversa, lontana da un quartiere dove “è difficile sperare”.
“Vera” diventa così molto più di una semplice canzone d’amore. Sal Da Vinci racconta una storia di dignità e resistenza quotidiana, trasformando la figura della protagonista nel simbolo di chi affronta la vita con coraggio e autenticità. Una ballata popolare e intensa che celebra la forza silenziosa delle persone semplici.
Il testo di “Vera” di Sal Da Vinci
E ti guardo mentre vai a lavoro
E scompari nel metrò
Hai sempre gli occhi un po’ assonnati
Non sono questi gli anni
Che sognavi tu
Non c’è niente che vorrei di più
Che vederti andare via
Da questa vita di quartiere
Dove è difficile sperare
Dove è più facile cadere
E non alzarsi più
Vera, sei vera
Quando torni la sera e ti brucia la schiena
Sei vera
Tu che studi la notte e ti addormenti distrutta
In questo mondo sempre uguale
Di rassegnati e disperati
Non è possibile volare
Oh vera, sei vera
Una preghiera di sera che si arrampica al cielo
Sincera
Giorni, giorni, giorni e ancora giorni
Con le moto fuori ai bar
E le strade sono senza uscita
Metterlo in culo a questa vita
Se resto sento che è finita
Io mi perderei
Vera, sei vera
Quando torni la sera e ti brucia la schiena
Sei vera
Sotto un cielo di ladri
Quanti giovani in pena
E quando non sarò più qui
Io soffrirò senza di te
E quando non sarò più qui
Se vincerò, ritornerò
Ai margini della città
La vita è un giorno che non va
Quanta rabbia dentro noi
Ci sentirà qualcuno
Vera, tu sei vera
Oh vera, tu sei vera
No vera, sei vera
Ma non è solo l’amore che dà vita
A un amore insieme
Per difendere un sogno
Impareremo a volare
Ah vera, sei vera
Sei vera