A tu per tu con il giovane cantautore veneziano, in uscita con il singolo intitolato “Come se fossi roccia

Tempo di nuova musica per Vincenzo Della Puppa, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Vin Martin, ventenne che ha da poco rilasciato il suo disco d’esordio “Sogni di carta”, disponibile negli store digitali e sulle piattaforme streaming a partire dalla scorso 30 giugno. Conosciamolo meglio.

Ciao Vincenzo,  benvenuto. Partiamo dal tuo nuovo singolo “Come se fossi roccia”, cosa racconta?

«”Come Se Fossi Roccia” è un viaggio nel mondo onirico, quei sogni talmente nitidi da sembrare reali, così belli che non vuoi che finiscano. Il brano è un tentativo di far diventare il sogno la propria realtà».

Quali sensazioni e quali stati d’animo ti hanno accompagnato nel corso della fase di realizzazione del pezzo?

«È una canzone che ho scritto nel 2018 in un momento in cui mi sentivo intrappolato dalle abitudini, volevo cambiare tutto. Spesso questi momenti sono molto brevi ma carichi di emozione, così mi misi a scrivere e in pochissimo tempo la canzone era pronta e il sentimento di trappola se n’era andato. Uno sfogo vero e proprio».

A livello narrativo, cosa aggiungono le immagini del videoclip diretto da Daniele Favero? 

«Nel video mi trovo in un luogo vuoto e buio, esattamente come quando chiudiamo gli occhi per cercare di dormire, e la mente comincia a viaggiare. L’essere legato ad una sedia raffigura la sensazione di trappola, il non potersi muovere, da cui il titolo della canzone».

Quando e come hai scoperto la tua passione per la musica?

«Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia che ha sempre vissuto di musica, dai nonni, ai genitori, ai fratelli e cugini. Mio papà ha insegnato a me e ai miei due fratelli tutto ciò che sa sulla chitarra, canto e scrittura di canzoni. Ci ha fatto ascoltare musica in ogni momento della nostra vita, ci ha sempre aiutato con i concerti dal vivo e con la relativa preparazione e ci ha sempre criticato per permetterci di migliorare di concerto in concerto. Non potrei esserne più grato».

Quali ascolti hanno accompagnato e influenzato la tua crescita?

«Sono cresciuto ascoltando cantautori italiani, come Francesco De Gregori e IvanoFossati, e il funky di Prince, Peter Gabriel e James Brown. Durante le elementari/medie ascoltavo l’hard rock e il rap metal dei Linkin Park e dei Papa Roach. Durante le superiori mi sono innamorato dell’indie inglese dei The 1975 e dell’acoustic pop di Ed Sheeran che mi hanno indirizzato e cresciuto come cantautore. Questo percorso mi ha permesso di arrivare a 20 anni apprezzando ogni singolo genere musicale, e ne sono molto felice. Amo la musica nella sua interezza, e vorrei trasmettere questa cosa attraverso le mie canzoni».

“Come se fossi roccia” fa parte del tuo disco d’esordio, intitolato “Sogni di carta”, cosa rappresenta per te questo tuo personale biglietto da visita discografico?

«”Sogni di carta” è un album che contiene canzoni scritte durante i miei 5 anni di liceo, quelle più importanti e significative, quelle che mi hanno accompagnato in ogni singolo live. Ogni canzone racconta un pezzo della mia storia, della mia adolescenza, che ho deciso di raffigurare attraverso il palloncino rosso della copertina. Questo disco per me è un ricordo stupendo di un periodo che non dimenticherò mai. Rappresenta la mia crescita come musicista ma anche come persona. Cosa più importante, però, rappresenta il mio sogno di musicista, che posso raggiungere attraverso le canzoni che scrivo su fogli di carta, da qui il titolo dell’album».

Quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere e/o sogni nel cassetto?

«Il mio sogno è che questo progetto raggiunga quante più persone possibili, vorrei suonare le mie canzoni sui palchi di tutt’Italia, sentirmi in contatto con il pubblico, trasmettere emozioni. Ora sto lavorando ai prossimi album, che saranno staccati dagli artisti che hanno ispirato questo album e i precedenti EP. Saranno molto più Vin Martin e non vedo l’ora di registrarli!».

Per concludere, a chi si rivolge oggi la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«Mi rivolgo ad un pubblico giovane, di ragazzi della mia età, ma non mi piace pensare di avere un pubblico preciso. Voglio che la mia musica sia rivolta a chiunque si senta in qualche modo connesso ad essa, che provi emozioni ascoltando i miei brani, perché quella è la cosa più bella ed importante. Non penso al futuro, sono un ragazzo a cui piace vivere e godersi i momenti del presente. Poi è normale che più il pubblico aumenta più ne sarò grato, è pur sempre il mio sogno!».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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