Vincenzo D’Agostino: addio al paroliere napoletano, autore di “Non dirgli mai”, “Ragazza di periferia” e “Rossetto e caffè”

Vincenzo D'Agostino

Il mondo della canzone piange Vincenzo D’Agostino, storico paroliere e poeta della musica partenopea, scomparso il 17 febbraio 2026 all’età di 64 anni. L’autore lottava da tempo contro un grave tumore ai polmoni e sarebbe stato un arresto cardiaco a causarne il decesso. La notizia, diffusa nel tardo pomeriggio da fonti vicine agli artisti con cui ha collaborato, ha scosso profondamente l’intero ambiente musicale.

Nato a Napoli il 15 settembre 1961, Vincenzo D’Agostino aveva iniziato la sua carriera negli anni ’80 come cantante e polistrumentista, distinguendosi anche come batterista. Con il tempo, però, la sua penna ha preso il sopravvento, trasformandolo in uno degli autori più prolifici della musica napoletana contemporanea, con quasi 3.600 canzoni firmate in oltre quattro decenni di attività.

Il suo nome resta indissolubilmente legato a Gigi D’Alessio, con cui ha costruito un sodalizio artistico tra i più fruttuosi degli anni Novanta e Duemila. Dal 1991 al 2005 ha firmato molti dei suoi più grandi successi, tra cui “Annarè” e “Mon amour”, brani entrati nel cuore di intere generazioni.

D’Agostino ha scritto per numerosi artisti: da Mario Merola Nino D’Angelo, passando per Gigi Finizio, Gianni Fiorellino Sal Da Vinci. Ha collaborato anche con Annalisa Minetti e firmato sigle per programmi televisivi come Amici e Un medico in famiglia.

Negli ultimi anni la sua firma era tornata al centro dell’attenzione grazie a “Rossetto e caffè”, brano del 2024 scritto con Sal Da Vinci e Luca Barbato, diventato virale anche su TikTok. A dicembre 2025 Napoli gli aveva tributato un “Concerto d’onore” al Palapartenope, celebrando una carriera straordinaria che conta quasi 3.600 canzoni scritte in quarant’anni di attività.

Profondo il cordoglio di Gigi D’Alessio, che ha condiviso una foto insieme all’amico e collega. Anche Sal Da Vinci ha scritto un messaggio toccante: «Il poeta dell’amore ci ha lasciati, in punta di piedi se ne è andato… grazie Vincé, grazie per aver dato voce alla mia musica… vivrai nel mio cuore e soprattutto nella mia voce per sempre…». Sui social è arrivato anche il saluto di Nino D’Angelo«Ciao Vincenzo, r.i.p e buon viaggio verso la casa di Dio. Da domani la nostra canzone napoletana sarà più povera».

Il legame con D’Alessio era artistico e umano. Nella recente nostra intervista legata all’uscita dell’album “Nuje”, il cantautore aveva dichiarato: «Il nostro rapporto è sempre stato magnifico. Vincenzo è la mia anima: legge dentro di me. Siamo complementari, come maschio e femmina quando attacchi un jack. Sono felice anche per lui, perché insieme abbiamo fatto qualcosa di davvero bello». Presto il loro sodalizio sarà raccontato anche al cinema nel biopic “Solo se canti tu”, diretto da Luca Miniero, con Renato De Simone nel ruolo di D’Agostino.

Per il Festival di Sanremo aveva scritto diversi pezzi, tra cui ricordiamo: “Non dirgli mai” (2000), “Tu che ne sai” (2001) e “L’amore che non c’è” (2005) di Gigi D’Alessio; “Ragazza di periferia” (2005) e “Bastardo” (2011) di Anna Tatangelo; “Non riesco a farti innamorare” (2009) di Sal Da Vinci; “Respirare” (2012) di Loredana Bertè e Gigi D’Alessio.

Con la scomparsa di Vincenzo D’Agostino, la musica napoletana (e non solo) perde una delle sue penne più autentiche e amate, capace di trasformare sentimenti popolari in poesia cantata.

Scritto da Nico Donvito
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