Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla insieme nel singolo “Tutti Bodyguard”

Capossela Capovilla

Tempo di nuova musica per Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla insieme nel singolo “Tutti Bodyguard”

A trent’anni da “Il ballo di San Vito”, Vinicio Capossela riapre uno dei capitoli più iconici del proprio repertorio e lo fa insieme a Pierpaolo Capovilla. Nasce così “Tutti Bodyguard”, nuova versione di “Body guard”, brano originariamente contenuto nell’album del 1996, disponibile dal 21 agosto per Pioggia Rossa Dischi.

Una rilettura che non si limita a celebrare il passato, ma lo riporta nel presente con una nuova veste sonora e soprattutto con un significato ancora più attuale. La produzione artistica è affidata al genovese FiloQ, mentre gli arrangiamenti vedono la partecipazione della fanfara milanese Fan Fath Al. Il risultato mette in dialogo due suggestioni musicali care agli anni Novanta, il dub e le sonorità balcaniche, restituendo al brano una dimensione insieme ironica, grottesca e civile.

«Durante il tour de “Il Ballo di San Vito”, l’esecuzione di “Body guard” vedeva spesso sul palco, accanto al piano Fender Rhodes zebrato, Renato Striglia in occhiali scuri, giacca e cravatta e a braccia conserte, a rendere fisicamente visibile la bodyguard del testo», racconta Capossela. Trent’anni dopo, quella figura torna però con un significato diverso: non più soltanto il simbolo di una protezione personale, ma una vera e propria corazza della coscienza.

L’occasione per riscrivere e reincidere il brano è arrivata lo scorso 30 maggio a Genova, durante l’omaggio a Don Andrea Gallo nel decennale della sua scomparsa. Un contesto che ha contribuito a spostare ulteriormente il baricentro della canzone, trasformando la bodyguard in una metafora del nostro tempo.

«La bodyguard che ai tempi accompagnava la strada bassofonda ora viene buona per corazzarsi la coscienza, per tenere lontano il mondo dal divano, per far da guardia a privilegio e santità in un mondo in cui l’alibi della sicurezza blinda ogni singulto di coscienza umanitaria», spiega Vinicio Capossela .

Ed è proprio qui che entra in scena Capovilla. La sua voce diventa un controcanto civile, capace di accentuare la componente politica e sociale del brano. La collaborazione nasce da un’affinità di sguardo prima ancora che musicale, come racconta lo stesso artista: «“Tutti Bodyguard” è anche una scherzosa allegoria su questi nostri tempi di mistificazione, nel segno del timore degli altri, un’intima bugia alloggiatasi nei nostri animi impauriti».

Una canzone che, dietro l’apparente divertissement, mette dunque in discussione il nostro rapporto con la paura. Il bisogno di sentirsi protetti può trasformarsi in desiderio di isolamento, fino al paradosso di difenderci non soltanto dal pericolo, ma persino dalla necessità di guardare ciò che accade intorno a noi. La sicurezza diventa così un alibi, la protezione una distanza e il bodyguard una figura metaforica incaricata di tenere fuori dalla porta anche la nostra coscienza.

Il singolo rappresenta inoltre il primo incontro discografico tra Capossela e Capovilla, un sodalizio destinato però a proseguire. I due saranno infatti protagonisti della Ballad Opera “E Morte non avrà dominio”, spettacolo che debutterà il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico di Roma nell’ambito del Romaeuropa Festival e successivamente attraverserà i teatri italiani.

«Un gioco? Un divertissement, che quasi sembra voler suggellare una neonata fratellanza fra due autori tanto diversi quanto simili, così lontani, così vicini -, racconta Pierpaolo Capovilla sottolineando la natura spontanea dell’incontro – come una canzone riesce ad avvicinare i cuori, i sentimenti, quelle amorevolezze di cui non siamo mai sazi».

Un’amicizia artistica nata quasi per caso e diventata rapidamente materia creativa. E mentre Capossela celebra trent’anni di una delle sue opere più rappresentative, Capovilla porta dentro quel mondo la propria poesia civile, trasformando “Tutti Bodyguard” in qualcosa di più di una semplice rilettura nostalgica.

Scritto da Redazione RM
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