Deborah Iurato 2020

Recensione di ‘Voglia di gridare’, nuovo estratto radiofonico della cantante ragusana

Il nuovo brano di Deborah Iurato arriva dopo mesi di lavoro e di attenta osservazione di sé, quasi come ad essere, se mai ce ne fossero, effetti benefici del lockdown. Dopo “Ma cosa vuoi?” e “Supereroi“, “Voglia di gridare” ci porta dentro sonorità nuove e del tutto inesplorate fino a questo momento, complici la crescita, la voglia di sperimentare e, perché no, la volontà di prendersi il giusto spazio per lei che ne merita davvero tanto.

Chi canta è una donna, non più una ragazzina, che racconta il proprio mondo con esigenze  mature, meno scontate e più “scalpitanti”, verso un rapporto di coppia o verso il mondo che la circonda. Come ci ha raccontato nella nostra ultima intervista (di cui qui il link) la sua “Voglia di gridare” corrisponde alla voglia di raccontare un’emozione forte, che sia la pace evocata dal mare “di casa” piuttosto che la spensieratezza di un sentimento qualsiasi che ognuno di noi può trasferire al testo del brano.

Una canzone che non ci porta a sentire Deborah “gridare” (virgoletto affinché non si possa fraintendere con la parola “gridare”  la stima alle doti tecniche impeccabili della cantante) bensì a scoprire colori nella sua voce abbastanza inediti: una tessitura perlopiù grave, maggiormente diretta e comunicativa, un timbro  ricco di fuoco e passione proprio  come la Sicilia, la terra dell’ artista. Seppure quasi un elemento musicale, anche il vocalizzo in falsetto che padroneggia il ritornello strumentale (anche questo una novità rispetto alla sua produzione passata) ci fa scoprire una nuova attitudine vocale che Deborah vuole mettere in luce.

Una voglia di ballare e di ascoltare fino alla fine, sono questi gli ingredienti giusti per un ottimo risultato, misti a spensieratezza o forse “normalità” direi io, a partire dall’arrangiamento che strizza l’occhio  al mondo di Dua Lipa ma non lo ricalca. Arpeggiatori e pad che vengono da ben più lontano arricchiscono il brano e regalano un tocco di originalità all’arrangiamento che risulta, alla fine, il giusto vestito per la voce di Deborah, per nulla snaturata, anzi. L’utilizzo degli effetti vocali ha, infatti, consentito di mantenere intatto il tratto distintivo del suo “strumento”, segno che la produzione artistica non è composta semplicemente da professionisti pagati per fare un lavoro, ma piuttosto da un team di lavoro che conosce la Iurato e che ne ha sposato la causa artistica anche in questo ultimo progetto trovandone il giusto manifesto musicale.

Deborah Iurato 2020

L’ossimoro tra il titolo del brano ed il testo/interpretazione vocale  stupisce e piace allo stesso tempo: siamo forse troppo abituati a non cogliere più tante sfumature nella musica. A restare nelle orecchie è la “leggerezza”, la voglia di sorridere un po’, magari in riva al mare e con un cocktail in mano, anche se è Natale, e forse proprio per questo il brano cattura l’attenzione dell’ascoltatore ancora di più. Nelle spiagge del ragusano, poi, la magia dei colori, i profumi e le fotografie emozionali sono cose che solo chi conosce quei posti riesce a comprendere a pieno e Deborah con “Voglia di gridare” ha voluto portarci tutti dentro quella dimensione: la sua ed anche la più giusta.

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Voglia di gridare | Testo

Ho voglia di gridare come quando mi porti al mare
Ho voglia di gridare come quando non so nuotare
Mi piace proprio tutto di te
I tuoi discorsi in riva al mare
Fare l’amore è micidiale
Quando ti vesti e te ne vai
Mi piace proprio tutto di te
Ma se ti cerco e non ci sei
E non mi chiedi come stai
Mi parte una musica in testa che fa
Uh, uh, uh, uh, uh
Na, na, na, na, na
senti il rumore e l’effetto che fa
Uh, uh, uh, uh, uh
Ho voglia di gridare come quando mi fai incazzare
Tu parlami parlami ma non dire cosa devo fare
Non riesco a fare a meno di te
Quando ti svegli la mattina presto
Quando mi dici guarda fa lo stesso
Quando mi dici guarda fa lo stesso
Mi chiami e poi mi chiedi un caffè
Sei sempre stanco e stai seduto lì
Come se ogni giorno fosse lunedì
Mi parte una musica in testa che fa
Uh, uh, uh, uh, uh
Na, na, na, na, na
senti il rumore e l’effetto che fa
Uh, uh, uh, uh, uh
Na, na, na, na, na
Ad una ad una insieme a te
Tutte le notti che si uniscono, che ci legano
Forse adesso scriverei la storia di qualcosa che non c’è
Tanto lo sai che l’amore di solito viene e va
Uh, uh, uh, uh, uh
Viene e va
Na, na, na, na, na, viene e va
Uh, uh, uh, uh, uh
Ho voglia di gridare come quando mi porti al mare
Uh, uh, uh, uh, uh
Na, na, na, na, na
Senti il rumore e l’effetto che fa
Uh, uh, uh, uh, uh
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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

Di Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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