“Volevo scriverti da tanto” di Mina: te la ricordi questa?

Volevo scriverti da tanto Mina

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Volevo scriverti da tanto” di Mina

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2018 con “Volevo scriverti da tanto” di Mina.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Volevo scriverti da tanto” di Mina

Pubblicata nel 2018 come primo singolo dell’album “Maeba”, “Volevo scriverti da tanto” è una delle interpretazioni più intime e spiazzanti della Mina più recente. Scritta da Maria Francesca Polli, composta da Moreno Ferrara e arrangiata da Massimiliano Pani, la canzone si presenta come una ballata classica solo in apparenza: in realtà è una confessione a bassa voce, una lettera mai spedita che diventa strumento di riconciliazione interiore.

Uno degli aspetti più profondi del brano è il rapporto tra amore e autoconsapevolezza. La protagonista ammette di cantare ancora dell’altro, ma allo stesso tempo di essere stata “cattiva con sé”. È una confessione disarmante, che sposta il centro del dolore dall’assenza dell’altro alla difficoltà di perdonarsi. La canzone non racconta solo una perdita affettiva, ma un percorso di maturazione emotiva, in cui fare pace con se stessi diventa l’unico vero traguardo possibile.

Le notti lunghe, il caffè latte, i “perché” sciolti nella routine quotidiana: sono immagini semplici, domestiche, che rendono il dolore concreto e riconoscibile. Le emozioni non vengono negate, ma accettate nella loro natura transitoria. Quando una finisce, un’altra è già pronta ad arrivare. È una visione adulta, priva di illusioni, ma non priva di speranza.

Il vero cuore della canzone sta nella frase “adesso che a modo mio ho fatto pace con me”. Non è una pace definitiva né trionfante, ma una tregua necessaria. Solo da lì nasce la possibilità di aver bisogno dell’altro “per sempre”, non come dipendenza, ma come scelta consapevole. La lettera, a quel punto, può finalmente essere scritta, anche se resta sospesa, forse destinata a non arrivare mai.

“Volevo scriverti da tanto” è una canzone sulla riconciliazione, non necessariamente con l’altro, ma con la propria storia. Un brano che parla del bisogno umano di chiudere un cerchio, anche quando la risposta non arriverà mai. Mina, ancora una volta, dimostra come la vera forza interpretativa non stia nel volume, ma nella verità emotiva.

Il testo di “Volevo scriverti da tanto” di Mina

Volevo scriverti da tanto
Ma queste cose non le fai
e dirtelo da troppo tempo
così che non l’ho fatto mai
un po’ di cuore se lo chiedi
se sono matta o no
puoi ascoltarmi tra le pieghe 
di un cielo ancora più blu

Volevo dirti che ioio canto ancora di te
eppure se a modo mio
sono cattiva con me
Volevo dirti che anch’io
non so più a chi credere
e ho litigato con Dio
che non mi parla da un po’
Volevo dirti che io 
avrò bisogno di te
adesso che a modo mio
ho fatto pace con me
per sempre

Ci sono notti in cui la notte
è troppo lunga anche per me
Mi sciolgo dentro un caffè latte
ogni mio stupido perché
un’emozione dura poco
il bello è proprio li
che quando si fa duro il giocoun’altra emozione è già qui

Volevo dirti che io 
avrò bisogno di te
adesso che a modo mio
ho fatto pace con me
Volevo scriverti e poi
poi tutto il resto già lo sai
volevo scriverti ma
lo faccio adesso se vuoi
Volevo dirti che io
io canto ancora di te
eppure se a modo mio
ho fatto pace con me
per sempre

Volevo dirti che anch’io
non so più a chi credere
e ho litigato con Dio
che non mi parla da un po’
Volevo scriverti da tanto
scusa se non l’ho fatto mai

Scritto da Nico Donvito
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