A tu per tu con la giovane artista milanese in uscita con il suo primo singolo ufficiale “Il giusto

Interessante esordio discografico per VV, talentuosa cantautrice e producer milanese, fuori con il singolo “Il giusto”, disponibile in radio e sulle piattaforme digitali dallo scorso 3 luglio. Il brano, prodotto da Federico Nardelli e Giordano Colombo per Maciste Dischi/Pulp Music con distribuzione affidata a Sony Music Italy, esprime appieno lo stile dell’artista mettendo in risalto la propria ispirata identità musicale.

Ciao Viviana, benvenuta. Partiamo dal tuo primo singolo ufficiale “Il giusto”, cosa rappresenta per te questo biglietto da visita musicale?

«Sentivo che “Il giusto” era la canzone perfetta per presentarmi. Fin’ora ho semplicemente “aperto il rubinetto della mente” e lasciato scorrere il mio flusso di pensieri, ora sento di aver voglia di farmi conoscere a chi mi ascolta in un modo diverso, più diretto».

Il filo sottile tra giusto e sbagliato, l’equilibrio e il riuscire a trovare una giusta misura, sono i temi portanti del pezzo. Cosa ti ha ispirato questo genere di riflessioni?

«L’esperienza è come un tesoro. Ecco, io ho spesso voglia di condividere i miei “piccoli tesori”».

C’è una frase che, secondo te, rappresenta e sintetizza al meglio il significato dell’intera canzone?

«”Non è giusto il giusto, forse è soltanto una questione di gusto”».

Dal punto di vista musicale, cosa hanno aggiunto Federico Nardelli e Giordano Colombo con la loro produzione?

«La musica la considero un altro piccolo tesoro da condividere e loro le persone giuste con cui farlo».

Facciamo un breve salto indietro nel tempo, quando e come hai scoperto la tua passione per la musica?

«Si va un po’ indietro: quando ero ancora una nanetta ricciolosa e mio padre provava con la sua band Jazz, io saltellavo euforica per la stanza».

Quali ascolti hanno accompagnato e influenzato il tuo percorso?

«E’ sempre difficilissimo rispondere a questa domanda, la musica era di casa, non mi sono mai fermata a un genere, ho ascoltato di tutto e con grande avidità».

A cosa si deve la scelta del tuo nome d’arte?

«Non sapevo proprio che nome scegliere, così, per fare prima, ho preso le prime due consonanti del mio nome».

Hai già pubblicato diversi brani interamente scritti e prodotti da te, nati nell’intimità della tua cameretta. Quali sensazioni e quali stati d’animo sono soliti ispirarti?

«Scrivo quando sono triste, scrivo quando sono felice, di base quando ho voglia di fermare il tempo in un preciso istante».

Da milanese sei molto legata al posto in cui sei nata e cresciuta, in che modo credi che influenzi la tua musica?

«Milano è una gatta capricciosa, ogni tanto si intrufola nei miei testi, in passato con i suoi rumori si è intrufolata pure nella mia musica. Mi piace lasciarglielo fare».

La nostra città è stata tra quelle che più hanno risentito la pandemia, personalmente come hai vissuto le settimane di lockdown e con quale spirito stai affrontando questa ripartenza? 

«Mi sono data da fare, fortunatamente stavo bene e ho cercato di renderlo un momento produttivo portandomi al pari con gli esami in Conservatorio, mi sentivo in dovere nei confronti di chi si ammalava e doveva lottare per sé o per i propri cari».

Al netto dell’attuale incertezza dovuta al momento, quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere? Cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova musica di VV?

«Spero di poter portare avanti i miei progetti, vorrei fare dei concerti, vedere che la musica, come gli altri settori, riparta. E chissà anche qualche nuovo brano».

Per concludere, a chi si rivolge oggi la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«Cerco di parlare perché mi capisca più gente possibile, parlo a tutti, non vorrei escludere nessuno».

© foto di Mattia Giordano

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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