Vybes, il significato delle canzoni dell’album “Socialmente utile”
Tempo di nuova musica per Vybes che, a partire da venerdì 19 giugno 2026, ha reso disponibile il suo primo album intitolato “Socialmente utile”
Vybes pubblica il suo primo album: “Socialmente utile” per Artist First, un progetto che affronta con uno sguardo personale alcune delle tematiche più rilevanti della società di oggi. Attraverso racconti che intrecciano esperienza individuale e osservazione del mondo che lo circonda, Il cantautore riflette su identità, relazioni, affettività, famiglia, migrazioni, denaro, solitudine e libertà personale, costruendo un percorso che alterna introspezione e analisi sociale.
«Ho pensato a ogni dettaglio di questo album – racconta il giovane artista – curandolo con il massimo impegno. La copertina riprende “La libertà di parola”, il dipinto di Norman Rockwell che rappresenta la celebrazione della libertà di espressione. Questo è tutto ciò che vorrei trasmettere con la mia musica e con i testi che scrivo. Ogni brano, nel suo piccolo, affronta una tematica sociale che mi sta a cuore».
Dopo il percorso ad Amici, concluso nella primavera dello scorso anno, Vybes ha salutato quell’esperienza con “Chiedere aiuto”, il brano che ha rappresentato un nuovo inizio nel suo percorso artistico e umano, entrando in connessione con molti ragazzi della sua generazione. Durante il 2025 ha proseguito la costruzione della propria identità artistica attraverso pubblicazioni che hanno messo al centro il disagio generazionale, il rapporto con il passato, la crescita personale e il confronto con la società contemporanea.
Vybes, il significato delle canzoni dell’album “Socialmente utile”
“Come ti gira” è un brano disilluso e crudo che, sotto una superficie apparentemente estiva, racconta il malessere personale e sociale della mia generazione in crisi: tra apatia, ironia e consapevolezza globale. Ispirato ai miei maestri Fabri Fibra e Caparezza, noti per trasformare slogan leggeri in messaggi profondi, il mio pezzo prova a riflettere sulla pressione, soprattutto d’estate, di doversi mostrare sempre felici e spensierati, anche quando fuori (e dentro) tutto racconta un’altra storia.
“Facevo per tre”: il cappellino grigio al contrario lo mettevo già da bambino: forse, senza saperlo, stavo già cercando la mia direzione. L’infanzia per me è un luogo sicuro in cui torno spesso, un rifugio in cui tutto sembrava più semplice, anche se mia mamma giura che non fossi affatto tranquillo. Tengo stretti i ricordi dell’asilo e delle elementari: sono la radice di tante cose che oggi metto nella musica. La solitudine dell’essere figlio unico l’ho sempre sentita, così come il desiderio di avere qualcuno accanto, una spalla con cui condividere tutto. A volte mi domando come sarei diventato se ci fosse stato un fratello: forse avrei meno ansie. Ma sono domande senza risposta. Con il tempo, però, ho capito che anche la solitudine ha i suoi lati luminosi e che essere figlio unico non è mai stato un limite ma una parte di me.
In “Amore animale” racconto il legame speciale che può nascere tra un uomo e il suo cane, prendendo ispirazione dal rapporto profondo che vivo ogni giorno con il mio. All’interno del brano richiamo alcune delle espressioni più conosciute e amate da chi condivide la propria vita con un amico a quattro zampe, come “il cane è il migliore amico dell’uomo”, “errare è umano, perdonare è canino” e “il cane assomiglia al padrone”. Frasi che, tra ironia e verità, raccontano la straordinaria complicità che si crea tra un cane e il suo proprietario. Una canzone dedicata a tutti coloro che hanno provato quell’amore immenso e autentico che solo un cane può donare.
“Il sesso” è un brano che affronta il tema della sessualità in tutte le sue sfumature, celebrandola come una delle espressioni più autentiche della libertà individuale. Con un linguaggio diretto e immediato cerca di raccontare come il modo di vivere e percepire la sessualità sia cambiato nel tempo, attraversando generazioni diverse e trasformandosi insieme alla società. Penso sia un brano pesante, ma con un vestito leggero. Affronta la sessualità in tutte le sue forme, racchiudendola nella libertà più limpida e pura possibile.
“La danza del soldo” ha un titolo che parla da sé. Il brano affronta il tema del denaro in tutte le sue sfaccettature, raccontandone il peso e l’influenza all’interno della società contemporanea. Ho provato a creare un testo che fosse il più diretto e incisivo possibile, per mettere in evidenza come il denaro sia spesso in grado di condizionare scelte, comportamenti e persino convinzioni personali, diventando uno degli elementi più determinanti nei rapporti umani e nelle dinamiche sociali. Sorretto da una marcata impronta blues rock, “La Danza del Soldo” nasce con una forte vocazione live: un brano pensato per il palco, per coinvolgere il pubblico grazie al suo ritmo e alla sua carica espressiva.
“Terra Ferma” è un brano che trae ispirazione da “Pane e Coraggio” di Ivano Fossati, una delle canzoni italiane più intense dedicate al tema della migrazione e alle storie di chi affronta il viaggio alla ricerca di un futuro migliore. Nel testo sono presenti richiami e citazioni che rendono omaggio all’opera di Fossati, tra cui il richiamo alla celebre immagine del “maresciallo che si toglie il cappello”, simbolo di rispetto e umanità di fronte alle vicende raccontate. La canzone contiene inoltre una citazione a “Le stelle di Lampedusa”, il libro di Pietro Bartolo, medico che per anni ha diretto il poliambulatorio dell’isola e che ha dedicato la propria vita all’accoglienza e all’assistenza dei migranti sbarcati sulle coste di Lampedusa. “Terra Ferma” è una riflessione sulle migrazioni, sulla speranza e sulla ricerca di un approdo sicuro, un brano che invita ad osservare il fenomeno attraverso le storie e le esperienze delle persone che lo vivono in prima persona.
“Tutto l’impossibile” “Tutto l’Impossibile” affronta il tema del matrimonio e della fragilità dei rapporti di coppia, riflettendo su come oggi sia sempre più difficile costruire legami destinati a durare nel tempo. L’ispirazione per questo brano nasce dall’osservazione della realtà quotidiana e dalle esperienze vissute da molte persone che mi circondano. Crescendo, ho visto numerose relazioni e matrimoni interrompersi, mentre quello dei miei genitori è rimasto uno dei pochi esempi di unione solida e duratura che ho avuto la fortuna di conoscere da vicino. Attraverso un racconto sincero e personale, “Tutto l’Impossibile” si interroga sulle ragioni che rendono sempre più complesso mantenere vivo un rapporto nel tempo, mettendo a confronto la ricerca di stabilità affettiva con le difficoltà e i cambiamenti della società contemporanea. È un brano che parla di amore, disillusione e speranza, invitando l’ascoltatore a riflettere sul valore dell’impegno reciproco e sulla capacità di affrontare insieme le sfide che ogni relazione porta con sé.
“Bella Roma mia” è un brano ispirato a “Mamma Roma Addio” di Cranio Randagio, tratto dall’album 06 02 Crescere, un disco che mi ha accompagnato per gran parte della mia adolescenza. In questo pezzo affronto con ironia le differenze tra Milano e Roma. Ho voluto scriverlo perché, dopo l’uscita dal programma, gran parte delle sessioni finali per completare il disco si sono svolte a Milano dove ho avuto modo di conoscere e ambientarmi in una realtà diversa da quella in cui vivo, Roma.
“Vorrei solo innamorarmi” non è il classico brano che parla di amore in modo romantico o idealizzato. Al contrario, affronta temi più profondi e personali, come la solitudine, il senso di disorientamento emotivo e il fatto di non essermi mai innamorato davvero. Attraverso questo pezzo metto a confronto la generazione dei miei genitori con la mia, riflettendo su quanto siano cambiati i rapporti, le aspettative e il modo di vivere i sentimenti. Racconto anche il mio punto di vista su temi come il matrimonio e la genitorialità, due idee nelle quali oggi faccio fatica a riconoscermi. È uno dei brani più intimi e significativi del disco, quello in cui mi sono messo maggiormente a nudo. Proprio per questo ho scelto di collocarlo in chiusura: mi sembrava il modo più sincero e forte per concludere il progetto, lasciando all’ascoltatore il messaggio più personale dell’intero album.