Welo e Anna Tatangelo: “Tra noi una sinergia vera” – INTERVISTA
A tu per tu con Welo e Anna Tatangelo in occasione dell’uscita del singolo “Notte poetica”. La nostra intervista doppia ai due artisti
“Notte poetica” è un brano che nasce senza forzature, senza calcoli, ma seguendo un’intuizione che prende forma nella musica e trova la sua dimensione naturale. Il nuovo singolo di Welo e Anna Tatangelo è il punto d’incontro tra due mondi solo apparentemente distanti, capaci invece di dialogare con sorprendente equilibrio.
Da una parte il linguaggio diretto e contemporaneo di Welo, dall’altra la potenza melodica e l’esperienza di Anna Tatangelo: il risultato è un brano che scorre con naturalezza, costruendo un immaginario fatto di notti d’estate, leggerezza e ricordi che restano. Non un semplice featuring, ma una connessione autentica, che si traduce in una canzone immediata e riconoscibile, sospesa tra malinconia e libertà.
“Notte poetica” è anche una tappa significativa nei percorsi di entrambi: per Welo arriva dopo l’esperienza legata a Sanremo con “Emigrato (Italiano)”, mentre per Anna Tatangelo rappresenta un nuovo capitolo artistico e personale, più consapevole e libero da sovrastrutture. In questa intervista doppia, i due artisti raccontano come è nato il brano, cosa li ha uniti e cosa resta, oggi, di una notte d’estate destinata a ripetersi.
Welo e Anna Tatangelo raccontano il singolo “Notte poetica”, l’intervista
“Notte poetica” sembra nascere da un equilibrio perfetto tra due mondi. Come è avvenuto il primo contatto tra di voi?
Welo «Ho iniziato a lavorare al pezzo da solo, con un primo provino, e poi l’ho proposto ad Anna. È stato tutto molto spontaneo: lei ha capito subito la vibes e ci siamo trovati immediatamente. Da lì è nato tutto, in modo naturale, e speriamo sia solo l’inizio di un percorso insieme».
Quello che colpisce della canzone, penso sia la spontaneità del linguaggio e dell’approccio, perché nulla appare forzato. C’è stato un momento preciso in cui avete capito che la collaborazione funzionava davvero?
Anna Tatangelo «Credo che la forza del pezzo sia proprio l’autenticità. È una scrittura diretta, semplice ma vera, e mi sono trovata subito dentro questa dimensione. Non sempre succede così, ma in questo caso è stato tutto naturale, immediato, senza forzature».
E che le cose a volte accadano senza neanche troppe spiegazioni, è un po’ anche il tema emotivo della canzone. E questo è un po’ il fascino sia della musica, sia della notte che dell’estate. Quali sensazioni suscita questa canzone?
Welo «È un brano leggero, che va preso così com’è al primo ascolto. A me fa stare bene, mi riporta a ricordi positivi: le uscite con gli amici, il mare, l’estate vissuta con semplicità. È proprio quella leggerezza che volevamo trasmettere».
Al di là dei ruoli che avete in questo brano, trovo che un punto in comune tra voi è la versatilità. Tu Anna hai sperimentato tanto, anche in ambiti urban… c’è sempre stata contaminazione e voglia di esplorare nuovi mondi, no?
Anna Tatangelo «Sì, ma oggi lo faccio con una consapevolezza diversa. All’inizio senti il bisogno di dimostrare, poi impari a scegliere solo ciò che ti rappresenta davvero. Negli ultimi anni ho cercato di evolvermi restando autentica, collaborando con artisti che mi arricchiscono e con cui c’è uno scambio vero.»
Anche per te Manuel, un po’ lo stesso discorso fatto adesso con Anna, ti chiedo quanto sono importanti la curiosità e la contaminazione in ciò che fai?
Welo «Per me sono fondamentali. È l’unico modo per sentirmi davvero un artista. Anche se sono all’inizio del percorso, cerco sempre di mantenere la mia attitudine, ma raccontando cose diverse: posso passare da un pezzo più sociale a uno estivo, senza perdere la mia identità».
E anche l’ambientazione sonora di “Notte poetica” vira in questa direzione. Che tipo di lavoro c’è stato in studio con i producer Room9, Nathys e Luca Mattioni?
Welo «Rispetto ad altri brani abbiamo lavorato di più sulle melodie e sulla costruzione della produzione, rendendola un po’ più elaborata».
Anna Tatangelo «C’era la voglia di creare qualcosa di più strutturato ma sempre naturale. Il risultato è un equilibrio tra calore e leggerezza, che rispecchia bene l’anima del pezzo».
Manuel, dopo “Emigrato (Italiano)” e l’esperienza legata al Festival di Sanremo, cosa rappresenta questa collaborazione con Anna per te?
Welo «È una grande soddisfazione. Con Anna si è creata una sinergia vera, che mi ha dato tanto anche a livello umano. È stata un’esperienza da cui ho imparato molto e sono convinto che ci divertiremo anche dal vivo».
Anna, invece, questa collaborazione con Welo cosa segna nel tuo percorso?
Anna Tatangelo «Rappresenta una fase diversa per me, anche come donna. Negli ultimi mesi ho tolto tante maschere e oggi vivo la musica con più leggerezza. Il brano racconta proprio questa libertà, questa voglia di godersi le cose senza sovrastrutture».
Per concludere, cosa vi ha colpito l’uno dell’altra?
Anna Tatangelo «Di Manuel mi ha colpito la scrittura: è diretta, non banale, anche coraggiosa. E poi il legame con le sue radici, una cosa in cui mi rivedo molto»..
Welo «Anna non ha bisogno di presentazioni, ma lavorarci insieme mi ha fatto vedere da vicino la sua esperienza e professionalità. Per me è stato bellissimo: ho potuto osservare, imparare e portarmi a casa tanto, sia artisticamente che umanamente».