Willie Peyote - Sanremo 2021

Le dichiarazioni della conferenza stampa dell’artista torinese, in gara al Festival con “Mai dire mai (La locura)”

All’indomani della sua prima esibizione sul palco dell’Ariston, Willie Peyote racconta il suo debutto a Sanremo 2021 con il branoMai dire mai (La locura), un brano fortemente ancorato al momento in cui stiamo vivendo. «Per come sono abituato a pormi nei confronti della musica e del pubblico, non mi sembrava giusto ignorare quello che stiamo vivendo, le oltre 90.000 vittime. Potrei sembrare indelicato per alcuni, ma secondo me era più indelicato far finta di niente».

«C’è sempre bisogno di autoironia, serve a prendere meno sul serio quello che si dice e che si fa. Con questo pezzo non voglio mettere delle distanze da qualcosa in particolare, cerco sempre di arrivare ad avvicinarmi agli altri, sapendo di trovarmi in un contesto che non è il mio di default. E’ giusto che il Festival debba mettersi al corrente coi tempi, penso ad esempio a Madame o a La Rappresentante di Lista, è bello che ci siano artisti nuovi, questo è un buon segno».

Un’apertura fino a qualche tempo fa impensabile: «Ricordo quando vent’anni i Subsonica debuttarono qui Sanremo e vennero percepiti un po’ come degli alieni. E’ incredibile pensare quanto sia cambiato il mondo in un paio di decenni. Per quanto mi riguarda non avrei accettato da me stesso di tradirmi, avendo 36 anni non sono più di primo pelo, snaturarmi per partecipare al Festival sarebbe stato un fallimento. Non pretendo che tutti abbiano la mia stessa idea, ma non ne potevo fare altrimenti».

Infine, sulla prima esibizione sul palco dell’Ariston, precisa: «Sono contento di com’è andata, seppur consapevole di poter fare di meglio. Non nascondo che all’inizio della prima strofa ho avuto un po’ di soggezione, mi sono reso conto solo in quel momento del contesto e del posto in cui mi trovavo. Alla fine, sono soddisfatto per il crescendo che c’è stato, per come ho ripreso in corsa la canzone, sperando di poter fare meglio nelle prossime serate».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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