X-Factor 13: Devo cambiare la bio – Pagelle della finale e dell’edizione

Tutti i voti dell’edizione numero tredici del talent

E alla fine l’Under Donna tanto agognata è arrivata. La tredicesima edizione si chiude con la vittoria di Sofia Tornambene, giovanissima rappresentante della squadra del nuovo arrivato Sfera Ebbasta. Finisce così una delle edizioni più deludenti di sempre, con un cast sottotono e pochissime esibizioni veramente centrate. Per il prossimo anno sarà necessario cambiare se non tutto, almeno le fondamenta. Andiamo quindi a tirare le somme dell’annata.


Sofia: 

  • La sua finale inizia con una pessima interpretazione di She’s The One. Spesso stonatella, non riesce bene a seguire le orme di Robbie e si dimostra la peggiore del lotto dei 4. Il suo medley è particolare, molto in stile Sofia, fatto di tre pezzi difficili come Fix You, Papaoutai e C’est la Vie di cui solo il primo può definirsi un vero cavallo di battaglia. Lei mette nei pezzi una dolcezza incredibile, quasi stucchevole per certi versi. Ogni cosa finisce ammantata di delicatezza, pure quando non serve. L’inedito è sempre molto buono ma poco propenso a funzionare tantissimo nelle radio. Inoltre non ha quel guizzo che avevano molti inediti precedenti. Voto puntata: 6.5
  • Il percorso di Sofia è stato un percorso tranquillo, senza troppi guizzi. La ragazza si è prenotata fin da subito un posto nell’olimpo dei grandi, nonostante non sempre le sue esibizioni fossero perfette ma uscendone come una ragazza semplice, pulita e con una bellissima voce. Punta di diamante Fix You. Voto percorso: 7

Booda: 

  • Con grinta e sex appeal si son presi un inaspettatissimo secondo posto. Kids una vivace e coraggiosa interpretazione rock che punta tutto sulla sensualità di Federica. Medley urban assurdo e pieno di energia, con pezzi scoppiettanti e vibranti di elettronica come Heartbeat, mischiati a del duro rap come 212. L’inedito è di un genere poco appetibile in Italia (l’afrobeat), ma trasmette una grandissima carica. Forse in inglese avrebbe reso di più. Voto puntata: 8-
  • Il percorso dei Booda è stato variegato ma efficace. Non hanno mai fatto particolari sbavature, muovendosi sempre in ambienti a loro congeniali con la grinta e l’energia del rock mischiata a dei guizzi elettronici. Federica inoltre, nonostante non sia una modella, è dotata di una grandissima carica di sensualità e sex appeal che da quel boost in più alle loro esibizioni. Voto percorso: 8.5

Sierra: 

  • Una puntata grintosa, il loro medley con Robbie Williams è pensato e scritto bene, Supreme brano che permette una creatività ed una scorrevolezza nei testi reinterpretati. Il loro medley non piace al grande pubblico nonostante le esibizioni siano belle forti, forse solo come sempre punite da un atteggiamento un po’ troppo tamarro, da disco club che mi ha portato a non apprezzarli mai del tutto. Detto questo, voto puntata: 8+
  • Il percorso dei Sierra è sempre sembrato quello di due seri candidati alla vittoria, prima di scoprire che non è mai veramente stato così. Il prodotto che hanno offerto è costante, la reinterpretazione in chiave trap di grandi brani del pop. Spesso il risultato era da discoteche estive dell’entroterra ligure. Avrei apprezzato una maggiore attenzione verso i grandi brani dell’iconografia trap a cui loro avrebbero potuto dare una particolarissima impronta. Voto percorso: 5

Davide Rossi: 

  • Paradossalmente la puntata di Davide finisce drammaticamente presto, proprio quando non si meritava di uscire. Ma si sa che in finale il pubblico spesso vota solo per il nome. Un’esibizione tutto sommato piacevole, ben costruita in cui la voce di Davide si amalgama bene a quella di Robbie in Feel. Peccato. Voto puntata: 7
  • Davide nel suo percorso ha alternato momenti in cui sembrava il vincitore già annunciato a momenti in cui usciva da ogni logica. Un inedito bruttino ma orecchiabile è stato il culmine di un’edizione in cui si è alternato tra crooning e funky jazz, non sfruttando mai al massimo le proprie potenzialità. Saper suonare il piano un bonus che non ha saputo cogliere abbastanza. Tutto sommato però è stato un percorso in linea con gli under uomo medi. Voto percorso: 7-

Sfera Ebbasta: Il giudice più controverso dell’edizione non ne esce in modo splendido. Certo, riesce a portare una sua piccola concorrente alla vittoria, a volte fa delle buone assegnazioni ma finisce lì. Il suo modo di esprimersi e commentare si basa sui “bella zio”, non riesce a creare dinamiche interne nella giuria e, soprattutto, ha la doppia colpa di non aver preso in squadra Sissi e di aver fatto uscire alla prima puntata un talento come Mariam. Voto: 5

mara maionchiMara Maionchi: Veterano dell’edizione e quindi ormai stanca, Mara dimostra ancora una volta di non avere più niente da dire. Fomentata solo dal pubblico per le sue battute, non riesce nemmeno nell’impresa di portare un suo talento in finale. Speriamo che decida che sia ora di fare altro. Voto: 4

Samuel: Fa molto bene con la sua categoria, portandone ben due esponenti in finale, ma non è di certo il miglior giudice del decennio. Freddo, troppo impostato, spesso non entra nel merito e si perde in commenti eccessivamente superflui. Ci si aspettava di più da uno come lui, ma può migliorare. Voto: 6+

Malika Ayane: Nonostante l’aria da “maestrina” è l’unica che si salva. Sempre schietta, diretta, disposta a prendersi fischi ed insulti pur di portare avanti le sue idee, ha tutte le caratteristiche che servono ad un giudice per spiccare. Il problema è che sarà difficile che venga riconfermata. Voto: 7

Alessandro Cattelan: Ormai è talmente abituato al ruolo che non ha più guizzi, imposta il pilota automatico e va dritto fino alla fine. Certo, non che il conduttore di XF debba fare moltissimo. Voto: s.v


Eugenio Campagna: Partito con le profezie di vittoria, esce cardinale. Un comportamento arrogante, sbruffone, una capacità di non innovarsi e di risultare alla lunga noioso e soporifero lo hanno definitivamente affossato. Peccato perchè i suoi testi e la sua capacità di toccare le corde del cuore erano rari nella scena indie. Voto: 5.5

Nicola Cavallaro: Il classico vocione che il pubblico di X-Factor ama, disintegrato però da assegnazioni completamente folli e senza senso.  Un percorso che ha attraversato troppi generi diversi per avere una sua coerenza narrativa. Voto: 5+

Giordana Petralia: La ragazza con l’arpa ha cercato in tutti i modi di scrollarsi addosso questo stereotipo senza mai riuscirci del tutto. Nonostante avesse dimostrato di essere capace anche a performare senza la sua fedele compagna, non ha mai totalmente convinto nessuno, finendo quasi sempre in ballottaggio. Voto: 7-

Seawards: La quota alternativa dell’edizione, non hanno avuto lo stesso fascino che hanno esercitato gruppi come i Bowland, finendo schiacciati dal loro stesso inedito. Nonostante questo però han sempre saputo tenere il palco, affascinando e avendo una perfetta sincronia soprattutto in pezzi come quelli di James Bay. Voto: 8

Lorenzo Rinaldi: Talmente anonimo che è difficile ricordarselo. Classico ragazzo interprete in italiano, con la chitarra e tante buone intenzioni, ma non basta. Di lui rimane veramente poco. Voto: 4

Marco Saltari: Bravissimo, nonostante il suo genere non sia per niente adatto al duro mondo competitivo che è X-Factor. Un busker dalle sfumature reggae, vena musicale mai digerita dal pubblico italiano. Peccato, ma non si poteva fare di meglio. Voto: 6.5

Enrico Di Lauro: Era bravo vero. Giovane, talentuoso, interessante. Peccato Malika non lo abbia saputo valorizzare, Cieli Immensi assegnazione orrenda. Voto: 8+

Mariam Rouass: Ha tirato fuori un inedito migliore di tutti quelli visti dai suoi colleghi rimasti fino alla fine nel programma. Talento sprecato, un interessantissima rapper dalle mille sfumature e con una backstory veramente meritevole. Peccato. Voto: 8.5


Gli scartati che van tenuti d’occhio: Beatrice Giliberti, Silvia Sissi Cesana, Gabriele Troisi, Keemosabe, Monkey Tempura, Cicco Sanchez, Martina May, Claudia Ciccateri, Matilde Ardemagni, Martina Maggi, Michele Sette, Salvatore Medica, Riccardo Berticelli

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Nicolò Giusti

Classe 1996, amo la musica da sempre e seguo qualsiasi cosa la riguardi. Aspettando dal 2011 la vittoria di un'altra under donna ad XFactor, continuo ad ascoltare quasi ogni genere. Editorialista per Recensiamo Musica dal dicembre 2016 mi occupo di XFactor e dello spazio emergenti.

Nicolò Giusti

Classe 1996, amo la musica da sempre e seguo qualsiasi cosa la riguardi. Aspettando dal 2011 la vittoria di un'altra under donna ad XFactor, continuo ad ascoltare quasi ogni genere. Editorialista per Recensiamo Musica dal dicembre 2016 mi occupo di XFactor e dello spazio emergenti.

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