X-Factor Pagelle

Pagelle della seconda puntata dei bootcamp

Dopo la prima puntata di bootcamp, ecco che arriva la seconda dove si portano alle last call due ulteriori squadre. I potenziali concorrenti di XFactor sono ora in venti e sono pronti per la fase finale. Questo giovedì (o venerdì per i telespettatori in chiaro) è toccato agli Under Uomini, assegnati ad Emma e ai gruppi, tornati nelle sapienti mani di Manuel Agnelli per la seconda volta, dopo il successo dei Maneskin. Andiamo a vedere quel che è successo e a stilare le pagelle.


GRUPPI

Yellow Monday – Fade Out (inedito): La band dal nome allegro decide di portare un inedito che suona come una via di mezzo tra i Radiohead ed i Mumford. Un brano efficace, piacevole da ascoltare e funzionale. Promosso. Voto: 7.5.  SEDIA NUMERO 1

Frada & Kyv – Canzone per un amico (Venerus): Uno stile particolare per questa coppia di ragazzi, molto chill ed indie rispettando il brano originale ma dando delle bellissime sfumature vocali. Per Manuel non basta ma la classe c’è senza dubbio. Voto: 8 NON SI SIEDONO

Grate Soul – Higher Ground (Stevie Wonder): Le buone intenzioni sono presenti in grandi quantità ma purtroppo non è sempre sufficiente per affrontare un pezzo di questo calibro. La resa vocale non esplode mai e sembrano sempre trattenuti da qualcosa. Potenziale sprecato ma per ora è sufficiente. Voto: 5  SEDIA NUMERO 2

Gravity Sixty – Regina Di Cuori (Litfiba): Un bel rock interessante e potente, anche se manca quel qualcosina in più. Le capacità ci sono ma difettano di un pochino di grinta. Voto: 5.5  NON SI SIEDONO

Little Pieces Of Marmalade – Digital Cramps (inedito): Un’energia che ti spettina, un punk metal potente e inaspettato che fa addirittura piangere Manuel. Potrebbero essere la vera wildcard dell’edizione. Voto: 9 SEDIA NUMERO 3

The Charlestones – America (Razorlight): Come sarebbe Billie Joe Armstrong dei Green Day se facesse indie rock? Questa è la risposta. Rassicuranti, molto anni ’60, seppur, come fanno notare i giudici, qualcosa di già sentito e pedissequo. Voto: 6+  SEDIA NUMERO 4

VVendi – Sexy Tango (Fabio Concato): Fabio Concato con la loop station e tanta elettronica in corpo è un risultato inaspettato. I due pazzi furiosi colpiscono ancora e regalano una ventata di freschezza a questi bootcamp rimodernizzando per l’ennesima volta brani classici. Promossi ampiamente. Voto: 8  SEDIA NUMERO 5

Fratelli Taddei – Faccio un casino (Coez): Bravi tecnicamente ma purtroppo adatti solo ad un sorridente falò sulla spiaggia con gli amici. Non partono mai e rimangono sempre molto basici, senza dare nessun colpo di reni o dimostrare di possedere il fattore X. Devono crescere ancora molto. Voto: 5 NON SI SIEDONO.

Trillici – Grondaie (inedito): Un inedito simpaticissimo e carino da pompare in una playlist Spotify ma con cui è molto difficile fare il salto di qualità in un programma del genere. Voto: 6- NON SI SIEDONO. 

Wime – Blun7 a swishland (ThaSupreme): La proposta musicale più innovativa sentita finora. Il classico pezzo culto della trap moderna che sublima in una versione al limite tra l’acapella e l’acustico, trasformandosi in un allegra marcetta pop. Bellissimo. Voto: 8.5 SWITCH, SEDIA NUMERO 2

Manitoba – La domenica (inedito):La cantante è la copia sputata di Emma come vocalità, come grinta e come modo di impostare l’inedito. L’immagine comunque è fortissima e se portati nella direzione giusta possono funzionare. Voto: 6.5. SWITCH, SEDIA NUMERO 4

Melancholia – Alone (inedito): Assurdi. Potenza vocale assurda, interpretazione potente e drammatica. Sono la vera rivelazione dell’anno e andranno dritti fino in finale, grazie a delle sfumature e tonalità potentissime Voto: 9.5 SWITCH, SEDIA NUMERO 5

La squadra con cui Manuel andrà a giocarsi le Last Call è formata da Yellow Monday, Wime, Little Pieces Of Marmelade, Manitoba e Melancholia


Under Uomo

William “Will” Busetti – Portami (inedito): Un brano carino, conscious, che non sa nè di carne nè di pesce, semplice e senza troppo pretese con un flow modesto. Voto: 6. SEDIA NUMERO 1

Enrico Errani – Woman (Mumford & Sons): Voce calda e sensuale che arriva delicatamente al traguardo quella di Enrico. Un ottimo interprete e performer, che ha già una buona maturità a differenza di molti suoi compagni di team. Voto: 7+  SEDIA NUMERO 2

Gianluca “J-One” Cecora – Terra mia (Pino Daniele): Il grande Pino non si tocca, soprattutto in versione trap. Il risultato sembra uscito direttamente dalla penna di Luchè. Un flow purtroppo già sentito più volte nella scena napoletana e che non da al ragazzo nessuna pretesa di originalità. Voto: 5+. SEDIA NUMERO 3

Mario Cirincione – You Are The Reason (Calum Scott): Un’esibizione eccessivamente teatrale e piena di pathos per una voce dolce, potente e capace di raggiungere diversi toni alti, seppur sembri sempre fermarsi poco prima dell’arrivo. Interessante. Voto: 7+ SEDIA NUMERO 4

Michele “Michael Blade” Spadavecchia – Back To Black (Amy Winehouse): Una canzone difficilissima da fare che viene rivisitata per quanto possibile ma che non raggiunge mai gli effetti sperati. Il timbro è troppo slavato e si tenta sempre di cercare una difficilissima imitazione. Voto: 5  SEDIA NUMERO 5

Filippo “Santi” – Gaetano (Calcutta): Uno dei brani culto dell’indie italiano rifatto pianoforte e voce con inventiva ed abilità ed una voce sporca ma particolare. Potrebbe stupire con le cover giuste. Voto: 8+ SWITCH, SEDIA NUMERO 5

Daniel “Etnico” Padano – Musica Mia (inedito): Un brano costruito bene ed intrigante che però non sembra funzionare troppo, perdendosi in inutili orpelli. Di sicuro però più piacevole a mio avviso di J-One. Voto: 5.5  NON SI SIEDE

Cristiano “Cri.” De Vitis – Freud (inedito): Una performer da divo, da ragazzo giovane che sa stare sul palco, con delle capacità artistiche non indifferenti, seppur forse ancora privo di quella voglia di spaccare il mondo. Voto: 7- NON SI SIEDE

Leonardo “Leo” Meconi – Hold me while you wait (Lewis Capaldi): Una buonissima versione, molto simile all’originale, ma con alcuni guizzi in più ed una voce più pulita e precisa. Il migliore degli under uomo. Voto: 8.5 SWITCH, SEDIA NUMERO 4

Giovanni Emanuele “Huma” Humareda – Trapnick (inedito): Simpatico ma nulla più, il pezzo stavolta è terrificante. Voto: 4 NON SI SIEDE. 

Giuseppe “Roccuzzo” – Say Something (A Great Big World): Emotivo e pieno di pathos, è una gran bella voce molto malleabile e piena di sfumature. Emoziona tantissimo. Voto: 8  SWITCH, SEDIA NUMERO 1

Enrico “Dylan” Luppi – When We Were Young (Adele): Acerbo, affronta una canzone difficilissima a cui non riesce a dare completamente giustizia. E’ giusto che ci riprovi. Voto: 5 NON SI SIEDE 

Franco “Blind” Rujan – Cicatrici (inedito): Inedito fresco, che resta in testa, con uno stile moderno ed interessante. Bravo, ha possibilità di crescita ma non è detto Emma sia la giudice adatta. Voto: 8+ SWITCH, SEDIA NUMERO 3

Blue Phelix – Videogames (Lana Del Rey): La copia carbone della canzone originale, con giusto qualche piccola sfumatura vocale particolare. Peccato, perchè il talento ci sarebbe per fare molto meglio di così. Lana resta comunque un avversario ostico contro cui combattere. Voto: 6- SWITCH, SEDIA NUMERO 2

Emma porta quindi alla Last Call Roccuzzo, Blue Phelix, Blind, Leo Meconi e Santi


Curiosità finale N.d.a.: Questa edizione di XFactor, comunque vada, sarà la prima in cui tutti i 9 concorrenti singoli avranno uno pseudonimo. Simbolo di come ormai anche X-Factor cerchi prodotti già fatti e finiti.

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