XFactor 12: Benvenuti agli Hunger Games – Le pagelle della semifinale.

La doppia eliminazione è sempre stata uno dei momenti piú difficili di X-Factor, soprattutto in un’edizione con il livello qualitativo cosí alto. Anche quest’anno siamo giunti al crocevia decisivo, con soli quattro posti liberi al Forum di Assago. Ma vediamo come se la sono cavata i sei talenti:

Naomi (Problem): Una Naomi ormai carica a pallettoni sfodera di nuovo un rap convincente, una grinta esplosiva ed un cantato perfetto per dimostrare a tutti di che pasta è fatta. Una bella bomba per accendere il fuoco di questa puntata infernale. Voto: 8.5

Leo Gassmann (Dead in the water): Il giovane figlio di arte si ripresenta in una veste più intimista, armato di chitarra e di una acconciatura improbabile. Molto toccante, con il ritorno della sua voce calda, sporca e graffiata. Se fosse la prima volta non sarebbe male ma ormai siamo assuefatti a queste esibizioni. Almeno i Bowland sanno darci del suo. Voto: 6+

Luna (Mica Van Gogh): A sedici anni non si riesce a comprendere del tutto il senso di questa canzone ma la piccola sarda fa del suo meglio, cercando di essere il più cattiva possibile su una base ancora più aggressiva dell’originale. Molte parole le dimentica per strada e le viene il fiatone alla fine, ma è comprensibile. Voto: 7-

Bowland (Iron): Meno trip, più elettropop, gli iraniani sorprendono suonando sempre un variegato numero di strumenti. Leila si mantiene sul pezzo, con la voce fredda ma sensuale, che riesce comunque a regalarti dei brividi. Un’esperienza. Voto: 8+

Martina Attili (The Climb): Il canto (sgraziato) del cigno di uno dei più grandi talenti sprecati dell’anno. Ennesimo pasticcio con stonature che non rende giustizia né a lei né alla canzone. Quando dissi che le cover non erano il suo forte nessuno mi ascoltò. Peccato. Voto: 4.5

Anastasio (La porta dello spavento supremo): Un Anastasio diverso dal solito che rigira Battiato come un calzino, portando un momento toccante ed emozionante con parole vive. Il brano però non esalta totalmente il rapper napoletano, che non fa il suo migliore pezzo ma porta comunque a casa il risultato. Voto: 7-


Dopo l’eliminazione di Martina arriva la seconda manche.

Luna (Can’t Hold Us): Tornata ai suoi vecchi fasti, la sarda spara alto e vola in un fiume di flow come ci ha abituato. Voto: 8.5

Bowland (Amandoti): Che sorpresa! Li abbiamo già sentiti in italiano ma con questo particolare garbo ed eleganza mai, rendono un vecchio classico punk un capolavoro più di quanto non abbia fatto la Nannini. Voto: 8+

Anastasio (Clint Eastwood): Anastasio si cala nei panni di Caparezza, imitandone lo stile, e fa un monologo interno con il suo cervello, riuscitissimo. Solo applausi. Voto: 9

Naomi (Rap God + Beautiful): Mashup che serve solo come puro esercizio di stile, che dimostra che la ragazza sa fare entrambi i generi in modo fantastico. Un’altra bomba che potrebbe rendere il suo medley in finale un vero divertissement rap. Voto: 8

Leo Gassmann (Com’è profondo il mare): Un Leo più convincente del solito, con una verve più disincantata e meno da crooner…sulla canzone sbagliata, però. Troppo tardi. Voto: 8-

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