Fellow X-Factor 15

Le pagelle a tutte le esibizioni del quarto live show

Anche in questo quarto live assistiamo alla dipartita di ben due talenti. Cadono stavolta Versailles ed i Mutonia, due che erano sempre rimasti sul filo nelle puntate precedenti. Ormai si va avanti per inerzia con i talenti che potenzialmente ci sarebbero ma che non rendono quasi mai al 100%. Le polemiche che la settimana scorsa hanno infiammato la giuria si son già spente. La manche si divide in due parti: nella prima, denominata La Giostra, sentiamo una versione velocizzata degli inediti. Al termine dei quali c’è la prima eliminazione seguita dalla classica manche di cover.


Erio – London Calling (Clash): Un brano punk-rock di rottura e di protesta affidato ad Erio, che non è di certo la persona più adatta a cantarlo. Erio porta il brano nel suo mondo, con la sua delicatezza e la sua voce ed uno stile unico ed irripetibile. Peccato che sembra essere comunque fuori posto. Va anche al ballottaggio. Magia già finita? Voto: 5.5

Nika Paris – Derniere Danse (Indila): L’eleganza e la grazia che la contraddistingue si vedono anche in questo caso con un ritorno al francese. Lei riesce sempre a tenere il palco e la voce pulita e senza sbavature. Vediamo fino a che punto potrebbe arrivare, per ora è probabilmente la più capace a stare sul palco di tutti. Voto: 8

Le Endrigo – Malamente (Rosalia): Rosalia diviene un inno rock LGBT, urlato e rivisitato completamente dall’interno. Spiazzano ma restano comunque coerenti con il loro stile. Sono una rivoluzione rumorosa ma efficace. Se cercate le esibizioni pulite e da scuola canto non dovete guardare in questa direzione, altrimenti siete i benvenuti. Voto: 7+

Baltimora – Un uomo che ti ama (Lucio Battisti): Un’esibizione da vero crooner, sentita e cantata con la giusta forza ed il rispetto che serve a Battisti. Note basse, perfetta attitude da frontman e maestosità nell’esibizione sul palco. L’esibizione della svolta? Voto: 8.5

Mutonia – Gigantic (Pixies): Il loro stile è quello di un rock che non incide mai troppo. Vogliono essere di rottura e distruggere il palco come Jimi Hendrix con le chitarre ma fanno sempre e solo quello che ci si aspetterebbe da loro, il compito, l’ABC della rivoluzione. Peccato, una grandissima occasione sprecata. Ed è un peccato che invece il pubblico abbia eliminato prima i Karakaz che, in questo annoso compito, erano riusciti. Voto: 5

gIANMARIA – Stella di mare (Lucio Dalla): Gianmaria affronta con serietà ed emozione un pezzo storico in un’esibizione drammatica ma non forzata. Il brano arriva come un pugno nello stomaco. Intenso. Voto: 8.5

Bengala Fire – Evil (Interpol): Una piacevole esibizione fuori dal tempo. I Bengala rappresentano tutto quel tipo di musica alternativa e di un certo tipo che andava di moda tanti decenni fa. Il perfetto esempio di una garage band, che riesce a cavarsela con questi brani rock sporchi ed imperfetti. Se trovano la casella in cui stare sono forti. Voto: 7-

Fellow – Anche fragile (Elisa): Un potenziale vincitore che si brucia con un’esibizione non così precisa. Stonato, poco preciso, senza convinzione. Non riesce a rendere al meglio il potenziale di Elisa che si muove tra le alte e le basse in maniera convincente, emozionando. Fellow ci prova ma non basta la buona volontà per splendere. Voto: 5

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Nicolò Giusti

Classe 1996, amo la musica da sempre e seguo qualsiasi cosa la riguardi. Aspettando dal 2011 la vittoria di un'altra under donna ad XFactor, continuo ad ascoltare quasi ogni genere. Editorialista per Recensiamo Musica dal dicembre 2016 mi occupo di XFactor e dello spazio emergenti.

By Nicolò Giusti

Classe 1996, amo la musica da sempre e seguo qualsiasi cosa la riguardi. Aspettando dal 2011 la vittoria di un'altra under donna ad XFactor, continuo ad ascoltare quasi ogni genere. Editorialista per Recensiamo Musica dal dicembre 2016 mi occupo di XFactor e dello spazio emergenti.

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