Baltimora X-Factor 15

Le nostre pagelle a tutte le esibizioni del terzo live show

La doppia eliminazione è ormai uno spauracchio che arriva prima del previsto. Già alla terza puntata infatti si passa da 11 a 9 concorrenti. La formula di selezionare un eliminato in base agli inediti naufraga dopo che son stati fatti alcuni post sponsorizzati dalle pagine Instagram. Si passa quindi ad un doppio ballottaggio che porta alla caduta di Karakaz e Vale LP, immolati fin troppo presto. Gli animi si scaldano, con aspre critiche che volano da parte dei giudici e concorrenti bollati come antipatici. Ma andiamo a valutare le esibizioni.


Fellow – Nemesis (Benjamin Clementine): Un’esibizione a metà tra un crooner ed un performer di un locale di burlesque. Esibizione precisa che fila via dritta come un treno ma che a fine dei conti risulta vuota e priva forse di pathos e di emozioni. Un buon percorso finora ma serve una svolta per diventare il cavallo vincente. Voto: 7+

Vale LP – Stavo pensando a te (Fabri Fibra): Accompagnata dal suono di un violino e poco altro, Vale si presenta e si espone con le sue fragilità e le sue insicurezze, sentendo completamente dentro di sè la canzone. Un’esibizione non per tutti, da giusto mood. Voto: 7-

Versailles – In Bloom/Six Feet Under (Nirvana/Billie Eilish): Un mashup terribile frutto di non si sa bene quale idea scellerata. I due pezzi stridono insieme e rendono male tutti e due, le strofe in italiano sono poco ispirate e biascicate. Per chi ama le esibizioni “sporche” ed anticonformiste può interessare, per tutti gli altri è un grande buco nell’acqua. Peccato, limitarsi ad uno solo sarebbe stato forse decisivo. Voto: 5

Bengala Fire – Making Plans for Nigel (XTC): Il rock alternativo nella sua forma meno alternativa. Continua l’effetto di sentire una band uscita direttamente dagli anni ’60 per direttissima. Estranianti, con quella voce sporca ma piena di effetti che non trova eguali nella musica di oggi. Giro di chitarre semplice ed efficace, i Bengala si dimostrano capaci di gestirsi il palco e di farci fare a tutti il tuffo nel passato di cui avevamo bisogno. Voto: 7.5

Le Endrigo – Certi Uomini (Francesco Bianconi): Una interpretazione non precisa ma adatta allo stile de Le Endrigo. L’arrangiamento regala una nuova veste alla canzone che torna a splendere attraverso il sapiente lavoro di cesello che la band porta nell’esibizione. Peccato solo per la vocalità. Prima esibizione convincente da parte della band di Emma però. Voto: 6.5

Baltimora – Turning Tables (Adele): Un inizio classico che poi viene stravolto in un beat elettropop che strizza l’occhio alla dance ed alla groove. Lui ha sempre una voce avvolgente ed adattissima al brano, a cui però questo adattamento non rende per niente giustizia. Voto: 7+

Mutonia – Sports (Viagra Boys): Loro ormai non riescono più a stupire. Oscurati dalle esibizioni dei Karakaz, si dedicano a cercare in tutti i modi la trasgressione e lo stupore senza però mai riuscirci completamente. Il pezzo è di rottura ma risulta più l’aspetto coreografico che la effettiva resa. Ottimi musicisti però. Voto: 5

Nika Paris – Lonely (Benny Blanco ft. Justin Bieber): Miss Eleganza colpisce ancora, non stupendo stavolta però. Un’esibizione in punta di piedi, una carezza con una voce che non esagera mai senza azzardare vocalizzi o note troppo alte. Nika vuole bene alla musica e la coccola prima di andare a dormire. Favola. Voto: 8

Gianmaria – Io sto bene (CCCP Fedeli alla Linea): Per la prima volta il mood emo cede e fa spazio ad una musica da protesta, di rottura e con un giusto piglio rock. Finalmente sappiamo che può dare spazio anche ad altri generi ed essere comunque credibile. Voto: 7.5

Karakaz – Feel Good Inc (Gorillaz): Un’esibizione pazzesca che rivisita il pezzo facendolo sembrare appena partorito dagli Strokes. Una voce sbiascicata che esplode in un potente growl con sotto un arrangiamento micidiale ed orecchiabilissimo. Innovativi. Voto: 8+

Erio – The Greatest (Lana Del Rey):  Stessi appunti della volta scorsa. Stavolta Erio si cimenta con un brano moderno di Lana Del Rey tratto da Norman Fucking Rockwell. L’esibizione è vocalmente ineccepibile ma non si riesce a percepire quel senso di novità, di distruzione e di scompiglio che avevano portato le prime esibizioni di questo grande artista. Ormai siamo abituati a vederlo fare bene, serve sempre oltre l’eccellenza. Voto: 7+

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Nicolò Giusti

Classe 1996, amo la musica da sempre e seguo qualsiasi cosa la riguardi. Aspettando dal 2011 la vittoria di un'altra under donna ad XFactor, continuo ad ascoltare quasi ogni genere. Editorialista per Recensiamo Musica dal dicembre 2016 mi occupo di XFactor e dello spazio emergenti.

By Nicolò Giusti

Classe 1996, amo la musica da sempre e seguo qualsiasi cosa la riguardi. Aspettando dal 2011 la vittoria di un'altra under donna ad XFactor, continuo ad ascoltare quasi ogni genere. Editorialista per Recensiamo Musica dal dicembre 2016 mi occupo di XFactor e dello spazio emergenti.

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