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Le pagelle della prima puntata delle Audtions

  • TIGRI DA SOGGIORNO – Prima di andare via: Si definiscono rock-funk e scelgono di rivisitare Neffa per dimostrarlo. L’accostamento non è dei più immediati ma è anche vero che su quel palco se ne sono viste di stranezze in questi anni e questa non è delle più sorprendenti. Il funk effettivamente c’è tutto nell’arrangiamento ma in Italia potrà mai funzionare con degli inediti? Chi c’ha provato ha sempre fatto molta molta fatica per riuscirci (temporaneamente). VOTO: 6.5
  • IRENE PIGNATTI – Youth: Dice di essere incasellata nel genere pop-triste ed effettivamente la sua timbrica giustifica tutta questa definizione. Uno dei personaggi più forti di questa prima puntata per il suo approccio al presentarsi sul palco si rivela essere, in realtà, delicatissima sia vocalmente che per quanto riguarda l’approccio al cantato e all’utilizzo dello strumento con cui sceglie di accompagnarsi. C’è del materiale da indagare con una sensibilità che già s’intravede. VOTO: 7.5

Irene Pignatti

  • FRANCESCO GUARNERO – Martina: Primo inedito della serata. Un ragazzo acqua e sapone dice di voler raccontare d’amore e ci si immagina una di quelle ballatona all’italiana. In realtà il pezzo ha il refrain che ricorda a ruota “Martina sei una stronza” e cerca il facile effetto da canticchiare. Lui è giovane e la sua musica lo segue a ruota. Funziona perchè è allegro e contagioso ma la sua musica è troppo, troppo scontata, sfrontata e… brutta! VOTO: 4
  • FRANCESCO SANTO – Quanto mi fai sesso: Altro inedito che ha ancora un’attitudine inaspettata rispetto alla tipologia di personaggio che la propone. Il pezzo in questo caso, però, funziona e risulta credibile adottando uno schema di contemporaneità e di duttilità assolutamente attuale. VOTO: 7
  • CATERINA LILLO – Chasing pavements: canta Adele come se fosse Amy Whinehouse con un gioco vocale che ricorda i bei tempi andati in cui le voci venivano selezionate proprio per le loro particolarità timbriche. Oggi, forse, è fuori tempo massimo e la costringeranno a pulire ogni traccia di particolarità ma, per ora, lasciateci sognare di poter avere ancora una voce caratterizzata (forse persino troppo se quel timbro non lo si sopporta) sul mercato. VOTO: 7+
  • MANAL – New body: la ragazza è giovane ma sul palco è già sicura di sè, delle proprie potenzialità e del destino che la vuole cantante di successo. Porta un brano dalle tante diverse anime ed influenze che le permette di dimostrare buone doti canori ma anche una spiccata contemporaneità con cui si dimostra a proprio agio. Il pezzo, però, non è di quelli giusti perchè dice troppe cose senza dire nulla. VOTO: 6+
  • LINDA – Coraline: la giovane diciottenne che teme e ama Fedez porta ad X-Factor i Maneskin, gli ultimi mostri sacri discografici nati da un format ormai in crisi di successi. Si accompagna con il pianoforte dimostrando tutta la sua intimità e sensibilità pur facendo venire meno la ruvidezza della voce tipica di Damiano che portava questo pezzo su binari totalmente differenti rispetto a quelli scelti da Linda. Una vera e proprio versione differente ma comunque apprezzabile. VOTO: 7

Linda - XFactor 22

  • OMINI – Tick tick boom: giovanissimi eppure già così rock da riuscire a sembrare navigati sul palcoscenico. Non è semplice alla loro età avere gusti musicali così indirizzati e specifici e, soprattutto, a rendere credibile una reinterpretazione di un repertorio simile. Continuo a pensare che la TV ed X-Factor non siano il posto giusto per questo genere di progetti ma, forse, è solo una mia convinzione. VOTO: 6
  • SANTI FRANCESI – Non è così male: uno dei pochi brani inediti (per fortuna) ascoltati stasera ha un suo perchè soprattutto a livello di sound. C’è dell’elettronica che condisce un pezzo tutto sommato pop che non si farebbe fatica a vedere presenziare in una qualsiasi classifica di oggi. Loro hanno la giusta energia sul palco e anche un timbro così sporco si fa ascoltare con piacevolezza. VOTO: 8

Santi Francesci - XFactor 2022

  • ALESSANDRO BARONI – Ama noi: compie l’azzardo di coverizzare Dargen d’Amico con Dargen d’Amico seduto in giuria. Lo fa con una voce pulita, delicata e visibilmente emozionata. Lui, però, sa cantare bene riuscendo a restituire una verità autentica alla canzone. Convince. VOTO: 7+
  • DIEGO PONESSA – Solitudine di un artista: è il momento cabaret della serata che fa tanto show ma che, ai fini di una gara canora, ha poco a che fare. Un evidente dato di fatto, però, emerge da questa sua presenza qui: c’è bisogno di riempire e di farlo accontentando le necessità di uno show prima di tutto televisivo. VOTO: 2
  • STT – Oh mama: due fratelli che cantano della mamma e delle delusioni che le hanno riservato. Sposano il linguaggio del rap a due voci dimostrando un buon flow anche se il genere è ormai così abusato che nulla sorprende più per davvero. Tutti si emozionano ma non ho capito il perchè. VOTO: 6-
  • MATTEO SIFFREDI – L’appuntamento: fa strano sentire Ornella Vanoni interpretata da un ragazzo così giovane e in un contesto come quello di XFactor che da sempre si definisce avanguardista. La vera forza di questa sua esibizione sta in un arrangiamento minimale che lo stesso ragazzo realizza soltanto con la chitarra ed una voce così sabbiosa da custodire in sè tutte le sfumature necessarie per creare una magia. Basta poco, a volte, per essere sublimi: una gran canzone ed una bella voce. VOTO: 8

Matteo Siffredi - XFactor 2022

  • GIOVANNI PORTALUPPI – Nihilism: la frontiera della musica elettronica sbarca ad XFactor senza finire per forza ad immischiarsi con un pop che condivide ben pochi punti in comune nelle proprie origini musicali. Bisognerà capire fino a dove può arrivare. VOTO: 6.5
  • NERVI – Bambola: aver rimesso le cover al centro dello show musicale (almeno per ora) sta pagando. Il pubblico, lì presente e televisivo, risponde con maggior coinvolgimento e i concorrenti risultano obbligati a mettersi davvero all’opera per dimostrare la propria artisticità (reale o presunta) più autentica. In questo caso l’artisticità c’è e si vede dall’arrangiamento. Ci tolgono la sensualità, è vero, ma la canzone c’è e rimane. VOTO: 7-
  • LUCREZIA – Molecole: è l’ultimo asso nella manica di questa puntata ma anche uno dei suoi picchi artistici. La sua voce ha dentro i colori della delicatezza, della fragilità ma anche della vita che ha imparato dai propri stessi passi. La canzone rispecchia tutti questi elementi e per questo risulta sincera nel momento in cui arriva all’ascoltatore. Non ha la struttura del brano da classifica ma per ora basta questo. VOTO: 7.5
Giudici e conduzione |
  • Fedez: è a suo agio con il tavolo, con le telecamere e la televisione e con i meccanismi del format. Lo si vede e lui saggiamente non lo nasconde non temendo di dichiararsi pronto a vincere. Tiene le redini della giuria cercando di costruirsi quella leadership del tavolo che poi, nel mondo della gara vera e proprio, potrebbe riservargli delle grandi fortune o, viceversa, dei grossi problemi. C’è. VOTO: 7
  • Ambra Angiolini: è una professionista che la televisione la sa fare per davvero. Non ci mette un minuto di troppo per entrare nelle logiche della trasmissione dimostrando capacità, bellezza ed autoironia. Al tavolo dei giudici è una risorsa importante. Ora la aspettiamo al varco delle scelte. VOTO: 7.5
  • Rkomi: è, forse, il più impacciato del quartetto dei giudici oltre che quello con la minor esperienza di vita e di spettacolo e lo si vede. Ci mette un po’ per sciogliersi e forse deve ancora farlo del tutto. Nei giudizi prova ad essere equilibrato senza mai esagerare nè con i complimenti nè con le critiche. Avrà tempo per tirar fuori gli artigli (si spera). VOTO: 5.5
  • Dargen d’Amico: si salva con l’ironia, con un modo di fare che lo rende simpatico e uomo sempre dotato della battuta pronta. Al tavolo, però, lo si deve ancora sentire fare una critica davvero sincera, spietata e senza filtri. Anche quando si scontra con Ambra per ‘La bambola’ sembra quasi dire di no per rispettare la coerenza derivata da uno scontro con lei più che per un reale dubbio sulla proposta musicale. Passare per quello buono non farà la sua fortuna. Speriamo che lo sappia. VOTO: 5.5
  • Francesca Michielin: giovane, spigliata e saggiamente libera da confini troppo stretti o istituzionali. C’è da augurarsi che queste sue giovinezza e libertà le sappia trasportare anche nell’immediato futuro nel corso delle prossime fasi della trasmissione. Per ora è un buon “si”. VOTO: 7
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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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