Il Solito Dandy X-Factor

X Factor 2023, ecco perchè meriterebbe di vincere Il Solito Dandy

Tempo di finale per il talent di Sky: noi puntiamo su Il Solito Dandy

È arrivato il momento della finale in un’edizione 2023 di X Factor in cui si è parlato più di polemiche che di musica, e questo ha sicuramente danneggiato i concorrenti in gara inevitabilmente condizionati da un rumore anche piuttosto ingombrante. Dopo le scontate eliminazioni di Settembre e degli Astromare, e quella invece più sorprendente – e, aggiungiamo, ingiusta – di Angelica avvenute in semifinale, sono rimasti in quattro e si sfideranno giovedì sera in prima serata su Sky Uno e TV8: Maria Tomba, Sarafine, gli Stunt Pilots e Il Solito Dandy. Ed è proprio su quest’ultimo che ci vogliamo concentrare, il concorrente sicuramente più formato, pronto, completo e credibile per affrontare un futuro discografico al di fuori del talent.

Un percorso di continua crescita il suo, tra le cover in chiave dance di brani come “Giulia” di Gianni Togni, “Un’emozione da poco” di Anna Oxa e “Ci vuole un fisico bestiale” di Luca Carboni che hanno esaltato le sue doti di performer e la sua anima istrionica, e quelle invece più intime e delicate di “Compagno di scuola” di Antonello Venditti, “La canzone dei vecchi amanti” di Franco Battiato e “I giardini di marzo” di Lucio Battisti che ci hanno mostrato anche una notevole sensibilità. Reinterpretazioni in chiave molto personale – anche grazie al suo timbro di voce riconoscibile e che non lascia indifferenti – ma sempre rispettosa delle versioni originali, che sono inoltre emblema di una spiccata versatilità.

Ne Il Solito Dandy riecheggia il pop del passato, quello del primo Renato Zero, di Riccardo Fogli, di Umberto Tozzi… Un gusto retrò, raffinato, sicuramente già visto, ma che in un sistema di omologazione diventa alquanto originale. Manifesto della sua idea artistica è l’orecchiabile inedito presentato durante la semifinale – “Solo tu” – in cui sono evidenti i suoi modelli tra richiami agli anni ’80 e alla leggerezza dell’epoca dei juke-box, ma comunque adattati all’oggi. E in questo lo aiuta anche la produzione di Leo Pari, già alle spalle di nomi come The Giornalisti e Gazzelle.

Il Solito Dandy non è nato a X Factor, esisteva già prima (ascoltate l’album pubblicato l’anno scorso, “Turismo sentimentale“) e continuerà ad esistere anche se il talent non si concludesse con l’esito sperato. Ed è forse proprio per questo motivo che sta affrontando questo percorso con la spensieratezza, il costante buonumore e la personalità di chi ha già tanta gavetta alle spalle: conosce ampiamente il sottobosco musicale e non lo spaventa in caso tornarci, consapevole di essere comunque destinato a continuare a fare musica.

Intanto però si gode il suo sogno e spera di salire più in alto. E noi vogliamo prolungarla la speranza di un non più ragazzino (ha 30 anni) per l’attuale sistema musicale del tutto e subito, dove se non esplodi nel giro di pochi mesi ti reputano già finito. Perché il suo talento è talmente evidente, e perché è giusto che gli artisti sognino sempre. Non solo a 20 anni.

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Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.
Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.