X-Factor 21

Le pagelle della seconda puntata dei Bootcamp

La seconda parte dei Bootcamp porta in dotazione la composizione dei roster di Hell Raton ed Emma. Il produttore della Machete si ritrova, per qualche strano motivo, a dover scegliere tra tredici concorrenti. Sentiremo tanti no ed anche diversi switch a riprova della complessità di questa fase così delicata. Ma vediamo nello specifico le pagelle dei concorrenti che hanno affrontato il battesimo del fuoco.


TEAM HELL RATON

Luca “Versailles” – Goosebumps (Travis Scott) in Alice In Chains style: Un perfetto crossover tra rock e trap dura e cruda. Un esperimento complesso che dimostra un’ottima padronanza e conoscenza del mezzo musicale. Il suo flow e la sua energia sono devastanti. Voto: 7.5. SEDIA NUMERO UNO

Jathson – Bloody scene (inedito): Il pezzo è banale e non esplode mai. Senza mordente, si perde totalmente rispetto all’originalità di BabyLooneyTunes. Occasione sprecata. Voto: 5. SEDIA NUMERO DUE

Angelo “Kalpa” Mallardo – Television Commercials (inedito): Vuole spiccare il volo ed essere un cantante innovativo, con il pezzo che cerca di fare centro ma in realtà annoia semplicemente, con un uso dell’autotune poco sapiente e fastidioso. Voto: 4.5. SEDIA NUMERO TRE

Distorted Visions – Harakiri (inedito): Heavy metal growl puro e semplice, senza rimorsi o incertezze, crudo e duro. Aggredisce l’ascoltatore come nei migliori clichè del genere. Un bel pugno nello stomaco ma XFactor non è decisamente il loro posto. Voto: 6. NON SI SIEDONO.

Maria Antonietta “Etta” Di Marco – Il mio deserto (inedito): Pezzo deciso, gelido. Lei arriva molto a chi la ascolta con un flow cattivo al punto giusto ed una capacità di gestione del palco e della voce quasi teatrale. La sua espressività fa parte del personaggio. Viene mandata a casa ed è un peccato. Voto: 8-. NON SI SIEDE.

Melli & Gemma – Sulla mia tomba (inedito): Un pezzo che rientra perfettamente nei canoni dell’alternativo ma che in realtà sembra non esserlo davvero. Di loro non mi arriva l’autenticità ed il brano non sembra mai veramente svilupparsi. Voto: 5. SEDIA NUMERO QUATTRO.

Federico “L8” D’Errico – Cattivo (inedito): Un “more of the same” di Freak soprattutto come gestualità e modo di esprimersi. E ci sta essendo quello il suo stile definito. Nel brano però ritroviamo meno i suoi urli alla Taxi B. Il brano diventa quindi più piacevole da ascoltare ma probabilmente meno unico e più omologato. Poteva fare di più. Voto: 6.5. SEDIA NUMERO CINQUE

Miriana “Mira” D’Albore – Runaway (AURORA): Polistrumentista e già questa è una dote interessante, in più ha una voce delicata che è quasi una carezza leggera, che faresti a tua figlia prima di metterla a dormire. Ed è bellissimo. Speriamo non si perda. Voto: 8. SWITCH, SEDIA NUMERO TRE.

Beckenbauer – Luna (Verdena): Una reinterpretazione esotica ed eterea di un pezzo storico della musica alternativa italiana. I Beckenbauer ti portano nel loro vortice musicale, un po’ Coldplay un po’ indie. Funziona ma non conquista Manuelito. Voto: 7.5. NON SI SIEDONO.

Edoardo “Plugsaints” Spinsante – Altro (inedito): Un mix di tante cose già sentite nella musica italiana. Sfumature alla Mahmood che si incontrano con Blanco che si incontrano con la musica alternativa. Lui è bravissimo ed ha una voce spaziale ma non mi ha convinto del tutto. Voto: 6-. SWITCH, SEDIA NUMERO CINQUE.

Matteo “22:22” D’Innocenzo – Ne avevo bisogno (inedito): Molto simile ad Anastasio per la cattiveria ed il coraggio che mette nel suo testo, pieno di riferimenti spietati alla società ed all’attualità. Oltretutto tutto a cappella, dimostrando ancora di più una alienazione ed un’astrazione incredibile. Voto: 8.5. NON SI SIEDE.

Karakaz – Satisfaction (Benny Benassi): Un punk rock credibile e sincero con una voce sbiascicata, imperfetta ed urlante nei punti giusti. Se si è amanti del genere è pane per i propri denti. Voto: 7. SWITCH, SEDIA NUMERO DUE

Giulio “Barkee” Barchi – All’ultimo respiro (Club Dogo): Vuole rimediare la gaffe fatta alle audizioni e si presenta con uno storico pezzo rap riarrangiato alla chitarra. È interessante, è innovativo ma purtroppo Manuelito non lo prende. Voto: 7.5. NON SI SIEDE

Vanno agli Home Visit quindi: Versailles, Melli & Gemma, Mira, Plugsaints, Karakaz


TEAM EMMA

Lisa “Lysa” Gambatese – Formidable (Stromae): Una delle cantanti più intriganti, misteriosi ed affascinanti con questa sua voce delicata come un rivolo di vento. Sembra una quota alternativa ma in realtà non lo è, con uno stile di canto molto classico. Voto: 8-. SEDIA NUMERO UNO

Noite – Sale grosso (inedito): Atmosfere tropicali e sudamericane mischiate un po’ alle tipiche sonorità di un pezzo di Mannarino. Musicalmente funzionanti, forse annoiano un pochino. Voto: 5. SEDIA NUMERO DUE.

Edo – Flaws (Bastille): È il classico cantante alla britannica, con una voce molto bella e calda ed una interpretazione classica. Non è eccezionale, però, perchè non è appunto un unicum del panorama musicale internazionale. Voto: 7.5. SEDIA NUMERO TRE

Cassandra – Pop Porno (Il Genio): Una scelta azzardata ma vincente. Il pezzo risulta in una nuova veste rock ma senza perdere la sua verve seducente. Interessanti e sfaccettati. Voto: 7+. SEDIA NUMERO QUATTRO.

Michela Amadori – Driver’s License (Olivia Rodrigo): È una voce molto delicata e carina ma non fa gridare al miracolo, troppo alto l’effetto karaoke jazz club. Voto: 5 NON SI SIEDE

Riva – Ossa (inedito): Un inedito cantautoriale dalle sfumature molto alla Gazzelle, sono una band sviluppata molto sulla figura del solista. Potrebbe essere un problema nel loro futuro ma al momento lasciamo che ci facciano sognare. Voto: 7+. SEDIA NUMERO CINQUE

Sara “Sarai” Bassotti – R U Mine? (Arctic Monkeys): Bella immagine, è una quota diversa dal solito. Suona la chitarra in modo energico senza però disturbare l’orecchio ed ha un cantato soft che si sposa bene alla musica. Sarebbe stato bello sentirla in altre dinamiche all’interno del programma, per poterla valutare a 360 gradi. Ci restano però i suoi inediti. Voto: 7-. NON SI SIEDE

Valentina “Vale LP” Sanseverino – Porcella (inedito): La migliore delle quote alternative di XFactor. Un testo sporco, quasi bukowskiano, accompagnato ad una voce che dimostra pienamente tutte le sue imperfezioni in un rappato/cantato senza pretese ed artisticamente grezzo. Ne sentiremo parlare. Voto: 8+. SWITCH, SEDIA NUMERO UNO

Anna Renè – Non vivo più sulla terra (Mace, Rkomi, Venerus): Quando rappa è la copia carbone di Beba, poi si mette a cantare ed acquista delle interessanti venature soul alla Nyv. Non spicca però mai in nessuno di questi momenti. Voto: 5. NON SI SIEDE.

Le Endrigo – Lamette (Rettore): Una delle band più pazze in circolazione. Si dedicano al rock in una versione sporca, punk, distorta e confusamente rugginosa. Incredibili. Voto: 8+. SWITCH, SEDIA NUMERO DUE

Gianmaria “gIANMARIA” Volpato – Mamma scusa (inedito): Il suo modo di fare trap è originale ed è molto delicato. L’inedito ha un testo commovente ed emoziona. È probabile Emma lo voglia far diventare il nuovo Blind, seppur meno hitmaker del predecessore. Voto: 7+. SWITCH, SEDIA NUMERO QUATTRO.

Riccardo “beART” Bartolini – Non ci vediamo da un po’ (inedito): Inedito molto innovativo con un giusto mix tra pop e trap che ricorda molto Rkomi ma con in più l’intonazione e la capacità di stare sul palco.  Profilo interessante sotto diversi punti di vista, anche di lui ne sentiremo parlare. Voto: 7.5. NON SI SIEDE.

 

Emma va quindi alla fase successiva con Le Endrigo, Gianmaria, i Riva, Vale LP ed Edo

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Nicolò Giusti

Classe 1996, amo la musica da sempre e seguo qualsiasi cosa la riguardi. Aspettando dal 2011 la vittoria di un'altra under donna ad XFactor, continuo ad ascoltare quasi ogni genere. Editorialista per Recensiamo Musica dal dicembre 2016 mi occupo di XFactor e dello spazio emergenti.

By Nicolò Giusti

Classe 1996, amo la musica da sempre e seguo qualsiasi cosa la riguardi. Aspettando dal 2011 la vittoria di un'altra under donna ad XFactor, continuo ad ascoltare quasi ogni genere. Editorialista per Recensiamo Musica dal dicembre 2016 mi occupo di XFactor e dello spazio emergenti.

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