Zucchero e Sting

Recensione del nuovo singolo tra il bluesman italiano e la rockstar inglese

Ci si ritrova spesso ad ascoltare musica alla radio o in televisione. Questo è uno di quei casi in cui non si possono avere dubbi: ci si deve fermare e svuotare la mente per far entrare ogni singolo momento di emozione della splendida unione di voci: immagini, odori, sapori e carezze. Si parla di due star della musica internazionale, già noti al grande pubblico per collaborazioni professionali ed amicizia: Zucchero e Sting.

September“, il nuovo singolo che unisce le voci di questi due artisti, anticipa la pubblicazione di “Duets“, il nuovo album di Sting in uscita il 19 marzo 2021, e la nuova versione dell’ultimo album di Zucchero intitolataD.O.C. Deluxe Edition” , uscito lo scorso 11 dicembre (di cui qui la nostra recensione).

Le due voci assieme creano un’ unione perfetta, di quei timbri di “anime gemelle”: due voci che diventano unico canale emotivo. Il quadro musicale si apre con un Si bemolle minore, atmosfera che Mozart definirebbe del mistero e della nostalgia, e su questa composizione armonica entra la voce di Sting, che, come per lo si dice per grandi sentimenti come l’ amore, non la si può raccontare per non rovinarne le sembianze. La mancanza e la nostalgia fanno da leit motiv in ogni momento del testo, con immagini semplici e delicate, poesia che avvolge tutti i sensi attraverso l’udito. Si attende il mese di settembre, quello delle prime piogge e della nostalgia, dell’ odore di erba bagnata e di antiche promesse di ritorno da parte del sole che vive  la propria  lotta per la sopravvivenza. Dalla bocca dei cantanti riusciamo a percepire la sensazione di sabbia calda che ci travolge, come in un vento improvviso al mare ad agosto. Acqua e fuoco sono gli elementi che ritornano più spesso. Giorni uguali, mancanze che fanno male e il desiderio che passi presto l’immagine di perfezione celata dall’estate. E’ settembre che potrà svelare il profumo di donna, che lascerà spazio al silenzio e, chissà, in preghiera ci si potrà forse ricongiungere con se stessi o con Dio.

Il brano vive un climax armonico, dalla prima tonalità di Sting passiamo al trasporto tonale di un tono, espediente che serve ad una “comodità” richiesta dalla tessitura vocale di Zucchero, ma anche alla tensione musicale che cresce, fino ad arrivare allo special in cui ruggisce, prepotente, la voce del Fornaciari: la tensione si allenta per dare spazio alla sensazione di appartenenza del momento che arriva. La tonalità maggiore di Re esprime al massimo l’amore per le composizioni mozartiane, ed è proprio avvolti dall’effetto Mozart che i nostri sensi si amplificano e le nostre menti si aprono per rendere vera ogni immagine a cui ci si vuole portare: la nostalgia e il profumo delle piogge settembrine, agosto e la sensazione di fastidio delle magliette appiccicate sul corpo per il sudore, la sensazione dello svegliarsi ogni mattina, aprire gli occhi e ricordarsi all’istante di quella mancanza che neanche il sogno ha colmato.

Il “vieni settembre” finale  hanno la stessa melodia di Frank Sinatra quando cantava “I did it my way“, proprio in My way. Citazione questa che non si può immaginare essere casuale ma tuttalpiù volta a chiudere un cerchio con le stesse note di quella canzone che, seppure in maniera diversa, per eccellenza fa bilanci e tira le somme, con la stessa nostalgia come comune denominatore e con la stessa passione interpretativa.

September” è uno di quei brani “di tutti”, in cui chi ascolta vive l’attesa del proprio cambiamento, fiducioso e con l’anima vibrante. Ed allora da struggente canzone d’amore che possa, alle porte del nuovo anno, diventare il simbolo del cambiamento che tutti attendiamo. Che torni presto settembre, nella vita e nel cuore di tutti.

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September | Testo

One more sunrise
One more empty sky
Though she’s gone
I will stay
Counting days
‘Til September

Sorge il sole
Sui miei giorni
E tu sei
Via da qui
Pregherò, vieni settembre

Lunghi giorni d’estate
Mi rattristano un po’
Piove dentro di me
Un deserto che so

Trace her perfume
In my lonely room
Like a dream
Coming down
You’ll come back
Come September

Ma se ascolto però
Queste voci
Sembra strano lo so
Cade pioggia dal sole

Verrò
Lo sai
Ovunque tu sarai

I lie awake
So many thoughts in my head

E che mai ti dirò
Se tu fossi qui
Io chi mai tradirei
E se fosse così
Prego te e prego Dio
Vieni settembre
Vieni settembre

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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