Disponibile a partire dallo scorso 12 giugno il nuovo singolo dell’artista bresciano, intitolato “9.3

A pochi mesi di distanza dalla pubblicazione di Fiori di Chernobyl, singolo che ha segnato l’ispirato ritorno di Mattia Berlardi, alias Mr. Rain, arriva un nuovo capitolo della sua saga musicale, intitolato “9.3”. Dopo aver descritto lo stato d’animo di chi attraversa e supera un momento di difficoltà, l’artista bresciano approfondisce il tema della rinascita, della speranza in un futuro migliore, il tutto declinato ad una storia d’amore, ma facilmente adattabile a qualsiasi altro tipo di situazione.

“Non mi basterà una vita intera per dimenticarti” recita il testo, invitandoci ad individuare un punto preciso, ovvero l’epicentro del nostro terremoto, per poter scavare a mani nude nelle macerie di una delusione e poter intraprendere il nostro personale processo di ricostruzione. “Capirai di avere un cuore quando qualcuno te lo spezza” incalza il giovane artista classe ’91, trasudando consapevolezza e maturità verso dopo verso, in una sorta di viaggio terapeutico tra i meandri dei nostri irrisolti.

Non aver paura di affrontare i nostri sismi emotivi è la prima regola da seguire per superare ciò che più ci spaventa e ci indebolisce. Quante volte ci siamo persi, altrettante ci siamo ritrovati, forgiati dall’esperienza e da errori che difficilmente commetteremo ancora. O forse si. Proprio come la terra sotto in nostri piedi, a volte crolliamo, ma ripartiamo sempre dalle nostre fondamenta per ricostruire un’esistenza più strutturata e solida. Certo, non è semplice ma, alla lunga, tutto diventa molto più facile ed istintivo.

In tal senso, “9.3” non fa altro che smuovere questo genere di pensieri, attraverso il suo racconto Mr. Rain suggerisce spunti su cui riflettere e punti da cui ripartire. Sta a noi trarne beneficio, rimboccarci le maniche e scavare tra le macerie della nostra anima. In un momento storico sicuramente non facile, questo brano può rappresentare la colonna sonora della ripartenza, della voglia di trovare quel “qualcuno diverso da te ma che ti guardi nello stesso modo”, perché nulla sarà come prima… ma non è detto che non possa diventare migliore.

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9.3 | Video

9.3 | Testo

Mi è bastato soltanto un minuto, per incontrarti per caso
un’ora per rendermi conto che tu eri diversa dagli altri
dopo un giorno, era come se ti conoscessi da anni
ma non mi basterà una vita intera per dimenticarti

Sarà il mio silenzio a spiegarti ogni cosa che provo
io che per te avrei attraversato l’Atlantico a nuoto
in mezzo alle onde di un maremoto
nuotando per giorni solo per vederti di nuovo

Troverò qualcuno diverso da te
ma che mi guardi nello stesso modo
come una scossa 9.3, sei l’epicentro del mio terremoto
e andremo in ogni luogo dove siamo stati noi
ma il mondo non è più lo stesso ora che
mi sono perso e non so più dove mi trovo
adesso le città sembrano piccole
perché prima avevo te, prima avevo te

Vorrei disegnare il mondo su un foglio di carta
così da rendere la Terra piatta
così non conterà più la distanza
basterà un passo da una parte all’altra
ma nei margini non ci sono mai stato dentro, come da bambino
sarà per questo che ora noi vediamo gli orizzonti
e gli altri vedono confini
capirai di avere un cuore, quando qualcuno te lo spezza
ma impari ad usarlo quando trovi chi lo raccoglie da terra
ho visto la parte peggiore di me e quella che nemmeno io conoscevo
ci siamo fatti la guerra, ma in guerra poi nessuno vince davvero

Sarà il mio silenzio a spiegarti ogni cosa che provo
io che per te avrei attraversato l’Atlantico a nuoto
in mezzo alle onde di un maremoto
nuotando per giorni solo per vederti di nuovo

Troverò qualcuno diverso da te
ma che mi guardi nello stesso modo
come una scossa 9.3, sei l’epicentro del mio terremoto
e andremo in ogni luogo dove siamo stati noi
ma il mondo non è più lo stesso ora che
mi sono perso e non so più dove mi trovo
adesso le città sembrano piccole
perché prima avevo te, prima avevo te

Troverò qualcuno diverso da te
ma che mi guardi nello stesso modo
come una scossa 9.3, sei l’epicentro del mio terremoto
e andremo in ogni luogo dove siamo stati noi
ma il mondo non è più lo stesso ora che
mi sono perso e non so più dove mi trovo
adesso le città sembrano piccole
perché prima avevo te, prima avevo te

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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