Rap Italy, dentro le tracce dell’album “Vita morte miracoli” di J-Ax

J-Ax

Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo dell’album “Truman” di Shade. A cura di Mattia Cantarutti

Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo dell’album “Vita morte miracoli” di J-Ax

Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.

Rap Italy, dentro le tracce dell’album “Vita morte miracoli” di J-Ax

Il percorso di J-Ax dai fulminanti esordi con gli Articolo 31 ad oggi è stato disseminato negli anni da una costante fame di curiosità e da un cambiamento che spesso ha fatto storcere il naso a molte persone, ma che ha sempre portato con sé una sincerità nelle rime e delle linee tematiche che hanno saputo raccontare la vita di Ax (e di tutto il Paese) sotto più sonorità.

Questo passaggio al country con “Vita morte miracoli” (2026) non è una scelta che stupisce chi ha ascoltato negli anni gli svariati riferimenti dello zio nei dischi e nelle innumerevoli interviste.

Di sicuro questa naturale passione per questo genere tipicamente americano (se vogliamo fare parallelismi con molta musica italiana passata, possiamo forse ripescare del nostro folk) non era necessariamente garanzia di “risultati” scontati nella qualità effettiva della musica. Fortunatamente, però, il disco spacca.

Dopo i funzionali singoli “Italia Starter Pack” e “Hippy Ya Yo (però anche no)”, l’album si apre con “Odio la gente”, brano che sembra quasi la malvagia di “Sono un fan” (canzone molto carina, ma questa versione di Ax ci piace di più!), e che, dietro la pungente ironia e provocazione del rapper, anticipa molte tematiche che lungo tutto il disco ascolteremo e che vi abbiamo in parte già fatto capire. Ottimissimo lavoro.

Ci sono poi straordinarie canzoni come “Pelle, ossa & All Star”, ma anche la toccante e provocatoria “Scusami Dio”. Per non parlare di un’altra bellissima traccia come “Ciao papà” e di una delle nostre preferite, “Niente per niente”, in featuring con la leggendaria Paola Folli.

Un importante brano in cui Ax racconta il concetto di verità in quest’epoca liquida e le contraddizioni della nostra epoca nel voler ostentare un attivismo sociale sicuramente sacrosanto, ma contraddittorio nei modi. Una canzone che ci è sembrata una ballad cittadina mista a uno spettacolo teatrale o di cabaret e dalle sonorità d’altri tempi.

Altra traccia interessante è la title track “Vita morte miracoli”, anche questo brano molto rappresentativo dei temi dell’album. Vi raccomandiamo quindi l’ottimo videoclip ufficiale diretto da Luca Tartaglia e contenente tante citazioni a precedenti lavori di Ax, riadattati grazie al sapiente uso dell’AI.

La innamorata “Segreto” ci fa sentire un Ax sinceramente innamorato, con una maturità nella scelta di parole semplici ma vere e sentite. La persona a cui la canzone è dedicata deve sentirsi molto fortunata.

Nella citata “Scusami Dio”, brano scritto dopo la perdita dell’amico e collaboratore Fausto Cogliati (che, sincronicamente, aveva preparato questa base proprio per lui, ritrovata da Ax dopo la sua morte), qualcuno potrà storcere il naso dietro le accuse e la rabbia, per noi comunque in qualche modo delicata e rispettosa, raccontate nel testo. Pur non ritrovandoci necessariamente in ogni riga della canzone, non possiamo non apprezzare la sincerità disarmante espressa nel brano e ricordiamo che un dialogo, anche forte come questo, può stimolare dibattiti e azioni positive ugualmente.

In “Ciao papà” troviamo invece un racconto della protezione, alle volte dolorosa e non comprensibile, di un padre nei confronti del figlio. In questo caso del padre di Ax, distante per motivi anagrafici e sociali dalle ambizioni dell’allora giovane Ax, che fortunatamente riesce a realizzare i propri sogni e obiettivi, ma capisce solo da adulto le preoccupazioni dell’essere genitore.

L’unione delle sonorità, dell’attitudine e del racconto country ci esaltano e speriamo di sentire ancora musica così nei prossimi anni. Per chi ha paura di sentire nostalgia di rime e strutture rap, vi laviamo via subito le preoccupazioni: il passato di Ax non scappa e tantissime canzoni hanno ottime rime, flow e racconti rap, semplicemente sotto il segno del country. Per chi invece apprezza il lato più rock dello zio, la traccia “Pogo” accontenterà pure lui.

Ricordiamo anche che questo passaggio è anche anticipatore di una interessante scena alternativa country italiana che sta emergendo e che probabilmente nei prossimi anni avrà molto da dire. Un ulteriore punto in più nella nostra valutazione, quindi.

“Vita morte miracoli” è stato definito da qualcuno “il disco della maturità di J-Ax”. Rifuggiamo dalla constatazione, non sminuendo il prezioso lavoro da poco pubblicato (effettivamente uno dei migliori della sua carriera), ma ricordando che nei tanti anni di attività, anche e soprattutto post-Articolo, J-Ax ha realizzato tanti brani molto importanti e, appunto, maturi, giocando contemporaneamente più volte (e brani come “F.r.&g.n.a” confermano le nostre parole) su tante versioni comunicative nei propri progetti, rifuggendo quindi da dischi “totalizzanti” (detta in altre parole: da veri concept album). Dalla più satirica e volutamente volgare a quella più profonda, questo è sempre stato un modus operandi per lo zio.

Non è forse la cosa più carina da fare, ricordare sulla descrizione di un progetto fresco d’uscita dei brani vecchi, ma vi consigliamo anche solo di riascoltare “Sarò scemo” e “RedNeck” del precedente disco per capire cosa intendiamo.

Concludiamo quindi restando enormemente soddisfatti dall’ennesima sfida vinta di una carriera ricca e piena come quella di J-Ax, curiosissimi quindi di ascoltarlo prossimamente live e proseguire insieme a lui il percorso di questa complicata, ma alle volte dannatamente divertente, vita.

Scritto da Mattia Cantarutti
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