Ritrovamenti: spazio a “Al momento giusto” di Fulminacci

Al momento giusto Fulminacci

Le canzoni che sono rimaste nel tempo nonostante non siano state estratte come singoli dai rispettivi album di provenienza. A cura di Marco Zollo

Bentrovati a “Ritrovamenti”, la rubrica dedicata alle canzoni che, pur non avendo rappresentato a livello promozionale un progetto discografico, hanno continuato a vivere nel cuore degli ascoltatori. Ogni settimana, Marco Zollo ci guiderà in un viaggio attraverso melodie e testi mai dimenticati, ma che meritano di essere riscoperti. Oggi parliamo di “Al momento giusto” di Fulminacci.

Queste perle musicali, raccontano spesso storie profonde e universali, e rappresentano sfaccettature meno conosciute degli artisti di riferimento, al punto da vivere una vita propria. In ogni puntata scopriremo insieme un pezzo del passato che, per qualche motivo, ha saputo sfidare il tempo e trovare una sua dimensione nel presente.

Ritrovamenti: spazio a “Al momento giusto” di Fulminacci

Voi vi ricordate cosa c’era nell’album d’esordio di Fulminacci? C’erano sicuramente singoli divenuti subito chicche come “Borghese in borghese”, “Una sera” e “La vita veramente”, ma anche brani non promozionali come “Tommaso”, divenuti comunque capifila nella discografia dell’artista romano. E non finisce qui: in quel progetto c’erano poi pezzi minori che hanno bucato il milione di ascolti sulle piattaforme e che la gente vorrebbe risentire dal vivo. Parliamo ad esempio di “Al giusto momento”, canzone che ad oggi vanta quasi 16 mln di stream su Spotify. oggettivamente un’infinità!

“E tutte le bellezze rimangono piatte / rimangono ferme / Arriva l’inverno però nel cassetto c’ho solo magliette”. “Al giusto momento” è la settima traccia de “La vita veramente” (etichetta Maciste Dischi) ed è sicuramente una di quelle tracce che ha contribuito a far ottenere all’album l’assegnazione della Targa Tenco 2019 come “Miglior opera prima”. Ma il brano cos’ha di così speciale? La semplicità. Lo si sente in tutto, dall’arrangiamento volutamente scarno alla melodia strofica quasi cantilenante, una melodia che trotta su una struttura terzinata, facilmente cantabile. Gli strumenti scelti dai produttori Federico Nardelli e Giordano Colombo si riassumono in chitarre acustiche, basso e batterie elettroniche. Niente di più.

Il testo è un disimpegno a tratti adolescenziale che fotografa un istante, un momento. Non sappiamo se proprio il giusto momento, ma di certo il momento dell’amore quando sboccia, quando chiede di essere detto, scritto, vissuto, assecondato. Il racconto è supportato anche da immagini salienti che non servono tanto a spiegare qualcosa, quanto a dipingere scene isolate ma a tutti gli effetti calzanti e integranti. Fulminacci ha imparato bene che espedienti del genere non sono da trascurare perché ravvivano, empatizzano. Il riferimento è ad esempio alla nostra citazione: arriva l’inverno e lui ha solo magliette, non sa come affrontarlo. Ma intanto c’è il sentimento che divampa e non resta che farsi attraversare.

“E dimmi le cose che voglio sentire / Così da capire se posso morire per te / Fammi vedere una foto di mamma da giovane / E poi una di adesso, che bella / Spero tu faccia lo stesso”. Le ultime testimonianze in scaletta di “Al giusto momento” risalgono alla tournée del 2022 conosciuta come “Tante care cose e altri successi”. 2022. Sono passati quattro anni. Torneremo a riascoltarlo in qualche concerto? Eh, si spera.

Scritto da Marco Zollo
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