Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa dell’artista romano, un pezzo di storia della nostra cultura

Italiano conosciuto in tutto il mondo, questo e molto altro ancora resterà per sempre Ennio Morricone, un esempio di talento e di professionalità, un artista che non si è mai risparmiato e che ha continuato a calcare i palchi più prestigiosi fino all’ultimo, nonostante gli anni e gli acciacchi.

Lo scorso aprile, in pieno lockdown, aveva dichiarato: “Credo che la prossima stagione sarà bellissima. Ci vedremo nella grande Sala di Santa Cecilia. Ora state a casa”. Queste le sue ultime parole, il suo personale saluto al pubblico che lo ha sempre contraccambiato, amato e rispettato.

Il più grande compositore di musiche da film di tutti i tempi, perchè è riuscito ad unire sia la contabilità che l’armonia dei temi. Dire che da piccolo avrebbe voluto fare il calciatore, senza nulla togliere al tocco dei suoi piedi, con le mani Ennio Morricone ha fatto prodigi, componendo musiche per più di cinquecento film e serie televisive.

Diverse le partecipazioni a canzoni che hanno nobilitato la nostra amata musica leggera, da “Sapore di sale” di Gino Paoli a “Il mondo” di Jimmy Fontana, passando per “Se telefonando” di Mina e “Here’s to you” di Joan Baez. Di recente ha ri-arrangiato due grandi classici nazional popolari, vale a dire “Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni e “La solitudine” di Laura Pausini.

Ha venduto oltre 70 milioni di dischi, mentre è indecifrabile il numero di riconoscimenti ricevuti, tra cui spicca il Premio Oscar alla carriera del 2007, dopo essere stato nominato per ben cinque volte senza mai vincere la statuetta, se non successivamente nel 2016 per le partiture del film “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino.

Tra gli altri registi con cui ha lavorato, spiccano i blasonati nomi di Sergio Leone, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Tornatore, Franco Zeffirelli, Bernardo Bertolucci, Ettore Scola, Marco Bellocchio, Mario Monicelli, Dario Argento, Lina Wertmüller, Carlo Verdone, Ricky Tognazzi, Brian De Palma, Oliver Stone, Pedro Almodovar e molti altri.

Ci lascia oggi Ennio Morricone, in questo primo lunedì di luglio, all’età di 91 anni, sulle note delle sue meravigliose opere, a ciascuno la sua melodia preferita, c’è chi si porta nel cuore il tema centrale di “C’era una volta il West”, chi quello di “Nuovo cinema paradiso”, ma anche “Il buono, il brutto, il cattivo”, “Per un pugno di dollari”, “Mission” o “La leggenda del pianista sull’oceano”. L’elenco sarebbe infinito.

Doveroso l’omaggio del mondo dello spettacolo, nel giorno in cui si spegne una delle stelle più splendenti del firmamento culturale nazionale. Le sue composizioni continueranno a fare da colonna sonora alla nostra vita, la pellicola più complessa e straordinaria che sia stata mai girata e musicata. Arrivederci Maestro, grazie per aver creato e diretto cotanta bellezza.

Ennio Morricone | Le frasi più belle

  • “La musica esige che prima si guardi dentro se stessi, poi che si esprima quanto elaborato nella partitura e nell’esecuzione”;
  • “Quando scrivo nessuno mi può aiutare, perché chi scrive ha qualcosa di personale da dire”;
  • “Nell’amore come nell’arte la costanza è tutto. Non so se esistano il colpo di fulmine, o l’intuizione soprannaturale. So che esistono la tenuta, la coerenza, la serietà, la durata”;
  • “Nei casi di plagio la malafede salta subito agli occhi. Cioè: alle orecchie”;
  • “Essere originali diventa sempre più difficile”;
  • “Sono talmente scettico sulle congratulazioni che mi fanno che penso soltanto se ho fatto il mio dovere”;
  • “La musica mi ha salvato da fame e guerra. Ma l’arte è puro talento, la sofferenza non c’entra”;
  • “Penso che, quando fra cento, duecento anni, vorranno capire com’eravamo, è proprio grazie alla musica da film, che lo scopriranno”.
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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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