Omaggio all’artista marchigiano, autore di brani indimenticabili come “Il mondo” e “Che sarà”

Sono passati sei anni dalla scomparsa di Enrico Sbriccoli, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Jimmy Fontana, personaggio che ha segnato profondamente la musica negli anni ’60 incidendo la celebre “Il mondo”, divenuto il suo vero e proprio cavallo di battaglia, e firmando la nota “Che sarà”, portata al successo al Festival di Sanremo 1971 da Josè Feliciano e dai Ricchi e Poveri.

Nato il 13 novembre del 1934 a Camerino, in provincia di Macerata, impara da autodidatta a suonare il basso e comincia ad esibirsi per gioco con gli amici in diversi complessi. Trasferitosi a Roma per frequentare la facoltà di Economia e Commercio, abbandona l’università per dedicarsi completamente alla musica, scegliendo il suo nome d’arte in omaggio al suo musicista preferito Jimmy Giuffre, mentre “Fontana” è stato scelto a caso sfogliando l’elenco del telefono.

Dopo una militanza in un gruppo jazz si avvicina alla musica leggera, debuttando al Festival di Sanremo nel 1961 con “Lady Luna”, in coppia con Miranda Martino. Quattro anni più tardi incide il suo maggiore successo commerciale, la celeberrima “Il mondo”, canzone che varca i confini nazionali e che vedrà numerose versioni da parte di altri artisti, tra cui citiamo Ray Charles, Gianni Morandi, Milva, Al Bano Carrisi, Claudio Baglioni, Il Volo, Gianna Nannini, Alexia, Ivana Spagna, Mietta e molti altri.

Due anni più tardi si aggiudica la vittoria di Un disco per l’estate con “La mia serenata”, mentre torna a Sanremo per le ultime due volte da solista nel 1967 con “Nasce una vita” e nel 1982 con “Beguine”. Per il Festival, in realtà, firma nel 1971 un altro grande e intramontabile successo: “Che sarà”, classificatasi al secondo posto, che diventerà una delle canzoni italiani più conosciute su scala internazionale.

Infine, calca il palco del Teatro Ariston nel 1994 con “Una vecchia canzone italiana” insieme alla Squadra Italia, supergruppo composto da Nilla Pizzi, Mario Merola, Wilma Goich, Lando Fiorini, Rosanna Fratello, Toni Santagata, Gianni Nazzaro, Manuela Villa, Wess e Giuseppe Cionfoli. Ci lascia l’11 settembre del 2013, all’età di settantotto anni. Di lui restano i suoi modi garbati e canzoni che hanno saputo superare la prova del tempo per la loro autenticità, oltre che per una coinvolgente e nostalgica forza melodica.

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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